Archivio di Gennaio 2010

NON PAGHEREMO MAI IL PIZZO!

Venerdì 29 Gennaio 2010

Visto che: · Subiamo aumenti economici miserevoli ad ogni rinnovo di contratto · Ci impediscono di scioperare · Negano di sottoporre a referendum gli accordi · Ai giovani tolgono giorni di ferie e annullano la quattordicesima · Ci chiedono aumento di produttività e riduzione del Premio di Produzione · Il contratto da ora durerà sei anni e non più quattro · Continueremo a pagare noi il debito con le Banche per le scalate ostili · Si continua ad esternalizzare anche all’estero e a perdere posti di lavoro · CGILCISLUIL hanno quote fisse del 33% alle elezioni RSU · L’Italia è penalizzata dalla irresponsabile privatizzazione delle tlc · Chi ha lunghi periodi di malattia rischia il licenziamento più di chi è in salute · La mensa è sempre meno un diritto · I rimborsi ASSILT sono sempre più bassi · La casta sindacale sopravvive e si arricchisce sulla pelle di chi dovrebbe rappresentare ADESSO VORREBBERO ANCHE ESSERE RIMBORSATI DA NOI!

ATTENZIONE NON E’IL PADRONE SONO SLC-CGIL, FISTEL-CISL E UILCOM-UIL CHE CI VORREBBERO ESTORCERE 25,00 EURO A TESTA PER PRESUNTE SPESE da esse sostenute “per la preparazione, la partecipazione e la gestione delle trattative relative al rinnovo del CCNL” per il personale dipendente da Imprese esercenti servizi di Telecomunicazioni del 23 ottobre 2009 (cd. quota contratto). Il fatto che l’Azienda e ASSTEL si prestino a questi giochi scorretti, architettati da CGIL CISL UIL nei confronti dei lavoratori, dimostra la complicità e lo scambio di favori tra azienda e sindacato confederale, tipici di quella concertazione che noi respingiamo.

Con il meccanismo del SILENZIO/ASSENSO, che è l’elemento più truffaldino e antidemocratico che possa esistere, hanno deciso che tale quota sarà trattenuta una tantum sulle competenze del mese di marzo 2010, a meno che nel periodo 7 gennaio – 28 febbraio non sottoscriviamo il modulo on line all’indirizzo https://www.accenturehrservices.it/telecomgroup per dire NO, NON SIAMO DISPONIBILI A VERSARVI TALE TRATTENUTA.  VERGOGNA! NON C’E’ FINE ALLE TRUFFE! DICIAMO NO E IMPEDIAMO A CGIL-CISL-UIL DI METTERSI IN TASCA UNA CIFRA ENORME E INGIUSTIFICATA CHE CI INDIGNA. DIMETTETEVI TUTTI! …e sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, a cgilcisluil, diventan tristi se noi piangiam …

 Rsu SNATER

Raffaele Trischitta, Daniela Cortese, Alessandro Caruso, Giuseppe Papaleo

Roma, 11 gennaio 2010

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PART-TIME Tutti i diritti dei lavoratori [Com FLMUniti CUB]

Venerdì 29 Gennaio 2010

I Part Time hanno una serie di diritti e di tutele ben precise ma le aziende spesso provano a modificare gli orari a pro loro confidando nell’ignoranza o nella disattenzione dei lavoratori, specie in occasione di revisione dei turni (come sta accadendo al 119).

Alcuni diritti del Part Time:

_ Diritto ad un orario concordato in forma scritta con l’azienda;

_ I lavoratori che hanno un orario base fisso non possono subire alcuna variazione dell’orario se non sono d’accordo;

_ Ogni modifica della quantità dell’orario e della collocazione della prestazione lavorativa non può essere fatta unilateralmente ma deve essere concordata tra azienda e lavoratore;

_ Per i lavoratori che ruotano su turni all’interno di una fascia oraria l’azienda non può aumentare la fascia oraria senza il consenso del lavoratore.

Leggi tutto il comunicato: part-time-gennaio-2010-1.pdf

Parere legale sulla trattenuta sindacale di 25 euro sulla busta paga [a cura dell’A.P.E.]

Mercoledì 27 Gennaio 2010

[…] Senza aver acquisito preventivamente per iscritto il consenso del lavoratore la suddetta trattenuta dalla busta paga è palesemente illecita…

apri il pdf :   ape-parere-legale-sulla-trattenuta-di-25-euro.pdf

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VIA CRAXI

Lunedì 25 Gennaio 2010
 vignetta tratta da “Il Fatto Quotidiano” del 20 gennaio 2010

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QUOTA CONTRATTO … SI CONFIGURA L’APPROPRIAZIONE INDEBITA

Mercoledì 20 Gennaio 2010

[…] - Non esiste una norma contrattuale o un accordo in virtù del quale Telecom Italia s.p.a. debba effettuare la trattenuta di un contributo straordinario quale “quota contratto” pari a 25, 00 euro ai lavoratori non iscritti ad Associazioni Sindacali con il metodo del silenzio-assenso;

- chiede di sapere in base a quale criterio saranno individuati i lavoratori iscritti o meno ad Associazioni Sindacali;

- fa presente che numerosi lavoratori sono iscritti ad Associazioni Sindacali (compresa la scrivente) con modalità diverse dalla trattenuta sullo statino paga;

- il metodo stabilito si configura come appropriazione indebita di parte della retribuzione del lavoratore.

Pertanto la O.S. scrivente diffida Telecom Italia s.p.a. ad effettuare detta trattenuta con le modalità comunicate, ed informa che tutelerà nelle sedi opportune gli interessi dell’Associazione Sindacale e di tutti i lavoratori coinvolti per l’eventuale indebita trattenuta.

FLMUniti-CUB - Settore Telecomunicazioni-Segreteria Nazionale * (Simone Vivoli)

Firenze, 14 gennaio 2010

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti – Confederazione Unita ria di Base - Firenze, Via Guelfa 148r tel./fax 055/3200938 www.flmutim.it - email: flmufi@flmutim.it - Viale Lombardia,20 tel. 02-7063.1804 www.cub.it cubnazionale@tiscali.it

ccnl_trat_quota_contratto_gennaio2010_lettera.pdf

Giornalino bip bip n. 140

Martedì 19 Gennaio 2010

bipbip132_rid.png Bollettino sindacale interno dei collettivi FLMUniti-CUB delle aziende e call center Telecom, Wind, ENSI, Phonemedia-Omega, Comdata, Omnia, E-Care, Transcom - SCARICA IL PDF: bip140.pdf

Sommario:

* Muore un tecnico Telecom a pochi giorni dalla pensione

* VoiCity-Omnia: continua la lotta dei lavoratori

* Cellulari: Ci si ammala per colpa del telefonino. Stabilito per la prima volta il nesso fra uso del cellulare e insorgenza di una patologia professionale, riconosciuta all’80% dall’Inail a un ammalato

* 13° mensilità, alcune considerazioni

* Virtualizzazione … Integrazione … Persone o automi?

* Pensioni: da gennaio diventano ancorapiù leggere e anche più lontane, in vigore nuovi coefficienti [ecco un estratto dell’articolo]:

[…] Dall’inizio del 2010, per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, verranno applicati i nuovi coefficienti che vengono utilizzati per calcolare il valore della pensione ribassati tra il 6,38 % e l’8,41 %.

Le pensioni così si ridurranno almeno del 3-4%. Sono interessati i lavoratori con anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995: In questo caso la pensione viene calcolata con il sistema retributivo per l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1995 e con il sistema contributivo per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1996 (sistema “misto”)

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TELEPOST - IL LUPO PERDE IL PELO … Ancora non bastano i 14 licenziamenti in tronco (pari al 6% dell’organico)?

Lunedì 18 Gennaio 2010

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Il 14 gennaio c.a., il direttore Dr Epis, ha effettuato un vero e proprio blitz, degno della migliore/peggiore polizia segreta, giungendo inaspettato nel presidio di Palermo, ha ispezionato il contenuto della memoria del pc di un ignaro collega assente, restando chiuso per ore nella sua stanza, chiamando poi in ausilio un tecnico della società HP, ed alla fine della giornata, portandosi il pc stesso in una sede non precisata.

Non volendo entrare – per ora – nei dettagli della prevaricazione/persecuzione, gli RSU di Palermo protestano per la violenza e la gravità dell’azione effettuata in spregio alle elementari norme di trasparenza, correttezza e legalità, ravvisando estremi che saranno fatti valere al momento opportuno nelle sedi competenti, non conoscendo allo stato attuale le conseguenze di questa azione aziendale.

 

Telepost dimostra ancora con fatti di non avere cambiato la propria natura e politica, infatti, a fronte di:

   continui avvicendamenti societari, (in 5 anni sono cambiati 3 Amministratori delegati e 2 direttori centrali per non parlare dei capi presidio dei vari territori)

  cronica mancanza di un serio piano industriale;

   mancanta  riqualificazione e formazione seria del personale;

   consulenze esterne pagate profumatamente di “motivatori” terminate da un giorno all’altro senza nessuna spiegazione;

  proposte di revisione dei meccanismi di calcolo del premio di produttività a svantaggio dei lavoratori;

  commesse irrisorie  in perdita con altri Clienti, procurate peraltro, come in Sicilia, dalle stesse risorse del territorio,

l’Azienda dimostra di perseguire solo una politica atta a diffondere tensione, ansia, ed angoscie nel personale, non potendo né  volendo costruire nulla di positivo.

Gli RSU continueranno a vigilare ed informare sull’accaduto, adottando ogni mezzo in loro potere per la difesa di quanto previsto dalla normativa e dalle Legge vigenti.

 

RSU PALERMO, 18-01-2010 

LOBBISTI E VACCINATI - Il grande imbroglio dell’H1N1: più di 23 milioni di dosi inutilizzate Gli spot del governo e la strana prelazione di Sirchia alla Novartis

Domenica 17 Gennaio 2010

Il governo Berlusconi ha buttato via 184 milioni di euro. La Novartis ha incassato un miliardo di euro. Il ministero della Salute ha sottoscritto un contratto con Novartis che definire sbilanciato a favore della multinazionale svizzera è poco, ma questo lo vedremo dopo aver puntato i riflettori su un altro fatto. Girolamo Sirchia – condannato in primo grado a tre anni per aver intascato tangenti, carcere scampato grazie all’indulto, sospeso per cinque anni dai pubblici uffici – nel 2004 quando era ministro della Sanità nel secondo governo Berlusconi, a trattativa privata (cioè senza gara pubblica) ha versato a Novartis 3 milioni di euro per avere diritto alla prelazione sull’eventuale produzione di vaccini in caso di pandemia. Ed è arrivata l’influenza H1N1. “Costruita” la pandemia, il governo Berlusconi ha acquistato il vaccino dalla Novartis con un contratto che per le sue clausole previste è stato tenuto segreto, come “denuncia ” la Corte dei Conti. 24 milioni di dosi per un costo di 184 milioni di euro da pagare anticipatamente con l’impegno da parte del governo di accollarsi la responsabilità di eventuali effetti collaterali e del pagamento nel caso di danni a terzi per motivi che non fossero attribuibili a difetti di fabbricazione. A conti fatti i vaccini ritirati e distribuiti alle Asl sono stati pari al valore di 10 milioni contro i 184 pagati. E ne sono stati inoculati solo 865 mila. 

Leggi tutto l’articolo de “Il Fatto Quotidiano” di domenica 17 gennaio 2010: lobbisti-e-vaccinati-il-fatto-q-170110.pdf

Class Action sul vaccino Il Fatto Quotidiano” di sabato 16 gennaio 2010: class-action-sul-vaccino-il-fattoq.pdf

Telecom va ceduta ma non si può

Sabato 16 Gennaio 2010

Immagine proposta dalla Redazione del Vascello

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 [Italia Oggi del N. 010 pag. 8 del 13/1/2010] * di Giulio Genoino

A causa di una normativa, che definire oscurantista è un complimento, i soci di Telco (la finanziaria che controlla con il 25% del capitale i destini del gruppo Telecom Italia) hanno dovuto seccamente smentire la notizia vera, non a caso pubblicata qualche giorno fa dal quotidiano MF (che non è nuovo a questi scoop di sostanza), delle trattative informali in corso tra una parte di essi (e precisamente Mediobanca, Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo) con il consocio spagnolo Telefonica, per cedere appunto tutto a Telefonica questo pacchetto azionario di controllo.

La smentita era un atto dovuto perché la trattativa, che c’è, eccome, è ancora però riservata (e chissà per quanto tempo ancora resterà tale) alle banche d’affari e ai consulenti, non è ancora arrivata agli «organi societari» delle società interessate, cioè ai consigli d’amministrazione, i quali peraltro (non solo in Italia) sono chiamati, di fatto, soltanto a ratificare, a «timbrare», decisioni prese sopra di essi e al di fuori di essi. Ma cosa sta preparandosi, in sostanza, per il futuro di Telecom, cioè di quello che è ancora oggi il più grande gruppo del Paese nel settore dei servizi?

La premessa è che Telecom Italia è oggi un gruppo pieno di buone qualità ma finanziariamente in affanno. La montagna di debiti che ha contratto a causa dell’Opa lanciata nel ‘99 dalla cordata dei «capitani coraggiosi» (e come tali benedetti dall’allora premier Massimo D’Alema e dall’allora ministro dell’Industria, Pier Luigi Bersani) Roberto Colaninno ed Emilio Gnutti, le ha sottratto capacità d’investimento.

leggi tutto l’articolo: telecom-va-ceduta-ma-non-si-puo.pdf

o vai al sito di Italia Oggi 

CLASS ACTION ALL’ITALIANA: GLI INTERESSI DELLE AZIENDE PREVALGONO SU QUELLI DEI CONSUMATORI

Mercoledì 13 Gennaio 2010

“Le class action o le azioni collettive risarcitorie perseguono due fondamentali obiettivi: la riparazione dei danni, che, come abbiamo visto, è impraticabile nella dimensione individuale, e la deterrenza dal compimento degli illeciti”, spiega Lorenzo Miozzi presidente di Movimento Consumatori. “Le modifiche apportate dal governo vanno in senso diametralmente opposto rispetto agli obiettivi sopra indicati”. 
Ma quali sono i cambiamenti più rilevanti nella versione attuale della legge? Per scoprirlo ecco di seguito una piccola la guida curata da Piero Pacchioli, del Movimento Consumatori Due ostacoli L’ azione di classe non è proponibile per tutti gli illeciti precedenti all’ entrata in vigore della legge. È quindi esclusa la possibilità di ottenere un risarcimento del danno per tutti gli scandali finanziari della Cirio, di Parmalat, ma, probabilmente, anche per la Lehman Brothers. Tale limitazione è priva di alcun fondamento giuridico in quanto il generale principio di irretroattività della legge opera per le norme di diritto sostanziale che introducono nuovi diritti e non invece per quelle processuali che non introducono nessun nuovo diritto, ma semplicemente nuovi strumenti processuali per far valere vecchi diritti. 
Sul punto sono forti le critiche anche dei giuristi e delle associazioni ambientaliste. 
Le associazioni dei consumatori non avranno più la possibilità, come previsto inizialmente, di essere promotori delle azioni, ma solo di ricevere il mandato dai danneggiati. 
Inoltre, possono essere fatti valere in giudizio solo diritti identici e l’azione non è esercitatile per gli illeciti extracontrattuali diversi dalla responsabilità da prodotto, dalle pratiche anticoncorrenziali o dalle pratiche commerciali scorrette. 
Le azioni contro società di revisione, amministratori delle società quotate, agenzie di rating non potranno essere fatti valere con una class action ma solo con un’ azione individuale. 
Cosa sono poi i diritti identici? L’identità dei diritti è un requisito davvero restrittivo. 
Se prendiamo, ad esempio, il danno da prodotto difettoso, come un farmaco, i diritti che i singoli consumatori potranno far valere non sono quasi mai “identici”: ogni danneggiato infatti potrà aver assunto il farmaco in situazioni diverse, aver accusato patologie differenti, aver subito danni diversi. Se dovesse prevalere un’interpretazione restrittiva dell’ identità dei diritti, sarebbe davvero difficile individuare in quali casi sia applicabile la class action. 
Risarcimenti? Un miraggio Nei rari casi in cui l’ azione è proponibile, è pressoché impossibile che tutti i danneggiati (o comunque un gran numero) ottengano il risarcimento dovuto. 
Possono avvalersi dell’ azione collettiva risarcitoria solo coloro vi abbiano aderito entro 120 giorni dalla dichiarazione di ammissibilità dell’ azione e dalla pubblicità dell’ azione che spetta all’ attore. Dopo la proposizione della prima azione non sono proponibili nuove azioni di classe per i medesimi fatti. È evidente che l’ effetto di deterrenza della class action sia pressoché inesistenteg

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