15 Gennaio 2012

I rilevatori autorganizzati del censimento Istat del Comune di Milano denunciano le condizioni illegittime e non dignitose in cui stanno lavorando.
La presenza in piazza del prossimo lunedì è parallela allo svolgimento del consiglio comunale. Per l’occasione sarà attivato un contest beat the clock, una contesa fra i rilevatori più veloci in circolazione, con cronometrista ufficiale e premio Stakhanov in palio.
Assunti in 470 da circa 3 mesi, non hanno visto nemmeno 1 euro di acconto e i compensi sono irrisori. Non si sa quando e quanto saranno pagati perché dipende da quanti questionari l’Istat considererà validi. Insomma: un cottimo a validazione differita.
In molti comuni d’Italia il servizio è stato gestito in maniera differente concedendo ai rilevatori dignità e diritti, offrendo loro contratti a tempo determinato o comunque un fisso mensile in aggiunta ad una parte di salario legata alla produttività. …
LEGGI TUTTO: rilevatori-censimento-istat-protestano-e-gareggiano-precari-del-comune-votano-accordo.pdf
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8 Gennaio 2012

di Marco Peruzzi e Arturo Rossi
Sospese «decine di migliaia» di prestazioni legate al reddito, quali per esempio gli assegni sociali, le invalidità, le pensioni ai superstiti e quelle integrate al minimo. Di questa operazione ha dato notizia l’Inps con il messaggio 47 del 2 gennaio 2012.
L’Istituto non fornisce ancora il numero preciso delle prestazioni sospese. Ma indicandolo genericamente in «decine di migliaia» lascia capire che sono tantissime le persone che in questi giorni hanno ricevuto o stanno ricevendo gli «avvisi di sospensione». Destinatari della missiva sono tutti coloro che non hanno fatto avere all’ente previdenziale il modello «Red» per il 2009.
«Decine di migliaia» di persone che, dal momento dell’avviso, avranno 60 giorni di tempo per comunicare quei dati. Tecnicamente, dovranno presentare all’Istituto la «domanda di ricostituzione», con la situazione reddituale propria e della famiglia sia del 2009 sia del 2010. Se lo faranno e confermeranno i requisiti per il diritto alla prestazione, allora otterranno gli arretrati. Altrimenti, dopo 60 giorni dalla sospensione, l’Istituto procederà con la revoca definitiva del trattamento legato al reddito. …
leggi tutto: dallinps-stop-a-decine-di-migliaia-di-pensioni-legate-ai-redditi.pdf
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8 Gennaio 2012


Si annuncia anche in Italia un film che, almeno secondo le anticipazioni del Il Sole-24 Ore, esalta la figura e l’opera della signora Thatcher in Gran Bretagna. Intanto in Italia il governo si porta avanti col lavoro e si fa esaltare dalla stampa come primo governo thatcheriano nella storia del nostro paese.
Monti respinge l’idea stessa del negoziato con il sindacato sul mercato del lavoro. Il governo, dice il Presidente del Consiglio, non negozia con nessuno ma ascolta e poi decide. Con questa brutale chiarezza Monti spiega perché è stato messo al posto di Berlusconi. L’impresentabile ex Presidente del Consiglio non avrebbe mai potuto affermare un concetto del genere, e tanto più praticarlo, senza suscitare la rivolta. Monti invece suscita un consenso mediatico senza precedenti, è il politico più presentabile possibile per realizzare le politiche peggio presentabili.
Per far del bene ai giovani il governo ha deciso che si dovrà lavorare fino a 70 anni. Saranno proprio i giovani a vedere allungata in maniera così stupida e barbara la loro vita lavorativa prima della pensione, perché proprio per essi varrà di più il meccanismo di penalizzazioni e compensazioni che costringerà chi ha lavoro, se ha la fortuna di conservarlo e di restare in salute, di restarvi fino a tarda età. (…)

[articolo pubblicato su Liberazione online il 5 gennaio 2012]
VERSIONE PDF: nessun-grazie-a-monti-thatcher.pdf
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1 Gennaio 2012

Sono più di 1.100 le morti su lavoro nel 2011, il 15% dei quali in nero, lavoratori o lavoratrici senza regolare contratto, senza copertura previdenziale e assicurativa.
I dati smentiscono le previsioni di istituzioni locali e Inail che parlavano, un anno fa , di progressiva e inesorabile diminuzione delle morti e degli infortuni sul lavoro.
Ci si ammala di più (anche se molte malattie professionali non sono considerate tali), quanto poi ad una eventuale riduzione degli infortuni, si deve tenere conto dalla forte riduzione delle ore lavorate , dalla cassa integrazione che tiene lontano dai luoghi di lavoro centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici.
Gli scenari futuri non inducono all’ottimismo con la vita lavorativa che si protrarrà fino alla soglia dei 70 anni aumentando i rischi di infortunio .
In questi anni il Governo Berlusconi è intervenuto con norme a salvaguardia dei managers per depenalizzare molte sanzioni destinate ai datori di lavoro, ai dirigenti inadempienti in materia di sicurezza e sanzioni ai datori di lavoro.
E’ sempre più facile farla franca per chi è materialmente responsabile della morte di un lavoratore o di gravi lesioni, ci sono reati per i quali è sempre in arrivo una prescrizione.
Ma invocare norme più severe per chi è materialmente responsabile della morte o dell’infortunio di un lavoratore non basta se la volontà politica va nella direzione opposta. …
leggi tutto: anno-nuovo_morti-vecchi-sul-lavoro.pdf
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30 Dicembre 2011

MINISTERI DELLA LOTTA IN PRESIDIO SOLIDALE VIA BENIGNO CRESPI 19
Da Monza e Brianza i Ministeri della Lotta arrivano a Milano in via B. Crespi 19 in pieno appoggio all’ occupazione scattata stamane dei nuovi uffici della società Carlo Colombo di Agrate. I Ministeri della Lotta - nati nella settimana del natale precario e insolvente - sono una realtà composta da precari, studenti, disoccupati, lavoratori in lotta, cassa integrati già scesi in piazza ieri a Monza proprio per dar man forte alle trattative in corso tra operai e azienda.
Di seguito il comunicato degli operai della Carlo Colombo:
NO AI RICATTI: GLI OPERAI DELLA CARLO COLOMBO SPA OCCUPANO GLI UFFICI DELL’AZIENDA
Oggi 30 dicembre 2011 un gruppo di cassaintegrati della Carlo Colombo SpA di Agrate ha occupato i nuovi uffici dell’azienda a Milano, in via Benigno Crespi 19.
L’occupazione degli uffici è scattata in risposta al rifiuto dell’azienda di rinnovare la cassa integrazione in deroga – già approvata dalla Regione Lombardia – se gli operai non firmeranno le loro dimissioni.
L’azienda non è stata capace di ricollocare i suoi lavoratori, come sancito dagli accordi sindacali fatti nel 2008 e nel 2010, dopo la decisione dell’Azienda di spostare la produzione vicino a Cremona, e per liberarsi del problema vincola la richiesta della cassa integrazione all’auto-licenziamento degli operai. …
leggi tutto: cassaintegrati-della-carlo-colombo.pdf
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26 Dicembre 2011
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11 Dicembre 2011
immagine estranea all’articolo di microMega

clicca sul’immagine e aderisci anche tu alla petizione contro i “non contribuenti “
di Paolo Flores d’Arcais
Centomila firme in 48 ore! E’ un vero e proprio tsunami laico e democratico, quello scatenato dall’appello di MicroMega con cui si esige dal governo Monti che faccia pagare l’Ici anche alla Chiesa. Una cifra così impressionante mi sembra (ma forse ricordo male) non sia stata raggiunta in così poco tempo neppure da appelli lanciati da siti che hanno ogni giorno milioni di visitatori.
Evidentemente questo successo nazional-popolare indica che nel paese è ormai larghissima l’indignazione per i privilegi smisurati e tabù di cui gode tutto ciò che è protetto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Forse si tratta anzi del convergere di due motivi di indignazione: la cinica immoralità di una Chiesa che stando ai suoi testi sacri dovrebbe essere dalla parte dei poveri (è più facile che un cammello…) e invece continua a non pagare le tasse, mentre vengono chiesti sacrifici a pensionati che non arrivano alla fine del mese, e la stanchezza che sta virando in rivolta per l’opprimente presenza della volontà clericale in ogni circostanza della vita pubblica, materiale e spirituale, malgrado uno Stato democratico sia tale solo se libero dall’influenza di qualsivoglia Chiesa (lo sapeva già il liberale conservatore Cavour, e in tempi di 150° anniversario varrebbe la pena applicare il suo “libera Chiesa in libero Stato”).
Credo che ogni lettore e navigatore possa perciò dare un contributo formidabile a questo vero e proprio movimento che sta dilagando sul web. Non limitandosi a firmarlo, ma facendo circolare con tutti i mezzi di comunicazione alla portata di ciascuno: facebook, sms, indirizzari e-mail, interventi nei microfoni aperti di trasmissioni radio, messaggi nei blog di trasmissioni televisive…
Il successo dell’appello sta provocando le prime crepe anche nell’establishment cattolico, qualcuno anche parecchio “in alto” si sta domandando se non sia meglio rinunciare a qualche privilegio anziché pagare lo scotto di una ostilità crescente fra gli stessi credenti. La tua partecipazione attiva a questo movimento potrebbe essere decisiva per costringere il governo Monti a cambiare, almeno sul punto Ici/Chiesa, le sue pessime decisioni.
Per firmare vai a: bit.ly/ici-chiesa
www.micromega.net
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10 Dicembre 2011

12 DICEMBRE 2011:
SCIOPERO INTERO TURNO NEI CALL CENTER IN OUTSOURCING E DI 3 ORE A FINE TURNO NEGLI APPALTI TELEFONICI
16 DICEMBRE 2011:
SCIOPERO 3 ORE A FINE TURNO nelle aziende sottoposte a legge 146 (Gruppo Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, BT Italia, Ericsson, H3G)
Contro il Decreto Monti che:
colpisce i lavoratori, aumentando bruscamente gli anni per le pensioni di anzianità e di vecchiaia
mette a rischio migliaia di lavoratori andati già in mobilità a cui cambiano un’altra volta le regole in corso …
leggi tutto: sciopero-generale-unitario-volantino-settore-tlc.pdf
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6 Dicembre 2011

Il 21 novembre 2011, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è conclusa senza accordo la fase amministrativa della procedura di licenziamento collettivo per 38 lavoratori della CEVA Logistics. Licenziamenti conseguenti alla decisione di Telecom di disdire la commessa e di reinternalizzare le attività lasciando a CEVA il compito di risolvere il “problema lavoratori”.
Dopo aver esternalizzato in maniera illecita, come sentenziato dalla Corte Cassazione nel 2011, le attività ed i lavoratori della Logistica, oggi Telecom affonda il suo “rosso” braccio armato dall’arroganza e dalla mancanza di etica e con un’operazione che si presenta, come la prova generale per la “soluzione finale” del problema “esternalizzati”…Reinternalizza le attività cedute nel 2003 e condanna 38 lavoratori CEVA, ex Telecom, a suo tempo ceduti assieme alle attività, alla disoccupazione, determinando, per la prima volta, una pericolosa
separazione tra Lavoro e Lavoratori
La lotta per i lavoratori CEVA oggi sotto attacco, deve essere la lotta di tutti, per respingere con forza il tentativo di spersonalizzare il lavoro. Questo è il tentativo di mettere in pratica le idee del liberalismo più estremista. L’idea per cui il “lavoratore” e i suoi diritti, devono essere subordinati in tutto e per tutto alle esigenze del processo produttivo, e in cui soprattutto i diritti conquistati con 2 secoli di storia dell’emancipazione umana, vengono messi in discussione in nome di un’idea distorta di libertà che si traduce nell’asservimento dei diritti al profitto….
Leggi tutto: telecom-ceva-soluzionefinale.pdf
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4 Dicembre 2011

Il 21 novembre si è conclusa a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con un verbale di esperita procedura e quindi senza nessun accordo, la fase amministrativa della procedura di licenziamento collettivo di 38 lavoratori Ceva Logistics Italia che, a partire dal 1° febbraio 2012, rimarranno senza lavoro a causa della reinternalizzazione della commessa da parte di Telecom Italia.
I 38 lavoratori e lavoratrici fanno parte del ramo d’azienda (all’epoca circa 400 persone) che nel 2003, venne esternalizzato verso TNT (poi CEVA) insieme alle attività di logistica e dei magazzini Telecom. Dopo 7 anni Telecom decide che una parte dell’attività ceduta, quella della Logistica Operativa, verrà svolta di nuovo in-house (rientra nel CORE BUSINESS TELECOM) a partire dal 1° febbraio 2012, MA i lavoratori non seguiranno questa sorte, perché Telecom ha dichiarato che non intende, riassorbire coloro che da sempre vi hanno operato, confermando palesemente l’originaria volontà di SMALTIRE con la cessione di ramo esclusivamente i lavoratori e determinando con ciò, per la prima volta, una scissione pericolosa ed inaccettabile tra il lavoro ed il lavoratore.
Chi deve pagare per le inefficienze e l’aumento dei costi che questa operazione ha prodotto?
Chi deve pagare per gli “errori” e i comportamenti illeciti di Telecom confermati dalle numerose pronunce della magistratura e da una sentenza della Corte di Cassazione, che stabiliscono la nullità della cessione per insussistenza del ramo d’azienda? …
LEGGI TUTTO: pr111201cevalogistics-telecom-licenzia-38-lavoratori-1.pdf
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