PER NON PIANGERE [da L’Espresso Multimedia]
8 Marzo 2010LUNEDI 8 MARZO H 21.15 SU LA7 “L’INFEDELE”. GAD LERNER TRATTERA’ “IL CASO SPARKLE-FASTWEB”
8 Marzo 2010RIPRENDONO LE CESSIONI DI RAMO D’AZIENDA IN TELECOM ITALIA SPA: “IT OPERATIONS” TRASLERA’ IN SSC s.r.l.
8 Marzo 2010da www.esternalizzati.it:
Il 31 marzo p.v., i lavoratori di IT Operations oggi dislocati in 18 sedi nell’ambito del nostro Paese, si ritroveranno in una nuova azienda, per effetto dell’art. 2112 del C.C..
I loro rapporti di lavoro si trasferiranno senza soluzione di continuità nella New.co, della quale acquisiranno la contrattazione vigente. L’intento di Telecom Italia SpA è quello di trattenere a sé le attività di indirizzo e di progettazione informatica, per cedere in outsourcing quelle operative.SSC acronimo di Shared Service Center è una s.r.l. con sede legale in Roma, via di Tor Pagnotta n. 90 che dovrebbe garantire, al Gruppo Telecom, servizi “end to end” volti ad una ottimizzazione delle architetture informatiche aziendali.
La ripresa delle cessioni di ramo d’azienda preoccupano notevolmente i lavoratori interessati per gli epiloghi delle precedenti avvenute in Telecom (e nel suo Gruppo) che, a partire dal 2000, hanno ridotto mediamente della metà i lavoratori, indotti a licenziarsi soprattutto attraverso procedure di mobilità cosiddetta “volontaria” (Artt. 4 e 24 L. 223/91). Solleva apprensione ancora maggiore la verosimile libertà d’azione concessa all’outsourcer, racchiusa in un passaggio contenuto nella lettera di innesco della procedura: “Sarà quindi compito di SSC avviare tutte le iniziative di razionalizzazione nei propri costi industriali, compreso l’efficientamento dell’organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari”.
E’ evidente che, se dovessero mancare delle clausole di salvaguardia occupazionale nell’accordo di cessione, potrebbero sussistere le condizioni per assimilare tale operazione ad un licenziamento collettivo e come tale, andrebbe subito impugnato di fronte alla magistratura.
Se agganciata ad una monocommittenza, la cessione di ramo d’azienda trasformerebbe un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (tuttora in vigore presso Telecom) in uno a tempo determinato in SSC, perché legato ad una scadenza contrattuale definita e non automaticamente rinnovabile st
FINE DELLE TRASMISSIONI
3 Marzo 2010
Click. Mauro Masi sospende quattro trasmissioni per un mese: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e l’Ultima parola. Rientrato da una settimana di sole tropicale, il direttore generale ha spento con una delibera del consiglio di amministrazione – approvata con 5 sì (la maggioranza) e 4 no (l’opposizione più Garimberti) – gli spazi di approfondimento del servizio pubblico.
La Rai doveva applicare la contestata norma sulla par condicio della Vigilanza che, in sintesi, equipara l’informazione giornalistica alla comunicazione politica: alla tribune elettorali anni ‘70, una parola ciascuno, un torto a nessuno. I conduttori potevano lavorare trattando con i bisturi – ovvero senza fare riferimento ai partiti – argomenti di cronaca e di attualità.
Quelle notizie che saranno esclusiva di Augusto Minzolini, del Tg1 che ha assolto il corrotto David Mills, nonostante la sentenza di prescrizione della Cassazione.
Leggi tutto: mannaia-del-cda-rai.pdf
SE IL LAMBRO SI INQUINA LA POLITICA SPORCA SI ANNACQUA!
1 Marzo 2010
E’ scoppiata la bufera sulla Protezione Civile, attraverso le presunte responsabilità di Bertolaso & C., proprio alla vigilia delle elezioni politiche regionali.
Ora il Lambro si fa nero di olio combustibile e di gasolio. Emergerza!
Nel fiume 10 milioni di litri, pari a 670 autocisterne che devastano un intero sistema ecologico, che spalmano sulle sponde melma puzzolente e velenifera; che uccide tra atroci tormenti la fauna e che impasta la vegetazione. Una spessa incerata, iridata e lugubre, oscura l’acqua fino ai fondali e si estende per chilometri elargendo vapori asfissianti.
Lungo le rive accorrono centinaia di vigili del fuoco e le forze della Protezione Civile, mentre in Prefettura si attiva lo stato di crisi.
A differenza del dissesto idrogeologico che ha interessato, pochi giorni fa, alcuni paesini della Calabria e della Sicilia, questa è una catastrofe ecologica voluta, provocata intenzionalmente. E’ un vero e proprio atto di terrorismo contro la natura e i suoi abitanti.
Ma chi è potuto giungere a tanto? Perché verso le 3 di mattina di lunedì 22 febbraio uno o più delinquenti che ben sapevano cosa fare e abilmente come agire, hanno aperto le valvole di tre cisterne della “Lombarda Petroli” di Villasanta (MB), facendo riversare il combustibile nel Lambro?
Si grida vendetta contro i colpevoli di tanto scempio! Si parla di sabotaggio e di scelleratezza per l’infame gesto, mentre tutto ciò che di vivo viene a contatto con la massa oleosa muore. Si invoca la Protezione Civile e Bertolaso. Si dimentica quell’altro Bertolaso, quello indagato, per sopraggiunta emergenza sulle emergenze. Si dimenticano gli inquisiti per gli appalti esagerati alla Maddalena e all’Aquila. Si dimenticano i massaggi di Federica e le risate sul terremoto. L’ambiente se viene sfregiato in questo modo, catalizza “naturalmente” la preoccupazione e l’indignazione delle persone. Ha lo stesso effetto di un attentato bombarolo in pieno centro, a patto che non vi siano morti o feriti.
In questa artefatta catarsi qualcuno si è riverginato?
UN COLORE CHE CONQUISTA ROMA [da Antefatto-Il Cannocchiale]
27 Febbraio 2010http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578
Manifestazione contro il legittimo impedimento. Questa volta i democratici ci saranno ufficialmente, sul palco anche Genchi e Flores
Gli interventi cominceranno alle 16: aprirà la giornata contro le leggi ad personam, l’appello di Roberto Saviano contro la criminalità in Parlamento: ‘Ora basta’”. Con un intervento video daranno un saluto alla piazza Giorgio Bocca e Marco Travaglio.
Si continua con gli interventi dei ragazzi del Popolo Viola, quindi Guido Scorza, Asor Rosa, Gioacchino Genchi, Norma Rangeri, Gianni Minà, Paolo Flores d’Arcais e Oliviero Beha.
Spazio quindi alle testimonianze lavoratori che rischiano il posto e i cittadini de L’Aquila. In piazza è stato montato un palco di 12 metri per 8 con tanto di proiettore. Ieri sera riunione tecnica per il 120 volontari: sono steward pronti a dare informazioni e a garantire che tutto vada per il meglio. Pier Luigi Bersani non sarà in piazza: “Avevo già un altro impegno - dice il segretario. Ma rassicura: “I nostri militanti e dirigenti andranno”.
Numerosi esponenti democratici hanno assicurato la loro presenza e ieri Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma ed esponente di spicco del Pd, ha incontrato i militanti. “E’ stato un incontro molto costruttivo: ha dimostrato tutto il suo interesse per il movimento e l’intensione di un confronto continuo con noi” fanno sapere i viola. “In piazza passeremo dalla fase della protesta a quella della proposta” aggiungono.
Questa volta ogni spesa è stata autofinanziata: è andato a segno la raccolta lanciata solo qualche giorno fa: “1000 euro in 2000 minuti”. Raccolti con le offerte quasi 30.000 euro, e domani ulteriori fondi saranno raccolti in piazza: “Pubblicheremo rendiconti minuziosi sul nostro sito Internet” l’impegno dei viola.
In piazza Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Pdci, Federazione dei Verdi. Ieri è arrivata anche l’adesione dei radicali, a cominciare da Emma Bonino.
La maggioranza non gradisce il ritrovo viola. Daniele Capezzone fa sapere che: “Un’opposizione così, senza progetto, senza proposte, unita solo dall’ostilità contro Silvio Berlusconi, è destinata a rimanere minoranza per altri 15 anni”. Il popolo del No B. Day non ascolta.
Scrivevano ieri sera sulla loro pagina Facebook: “Corrotti e corruttori, ‘ndranghetisti e minzolini, sciacalli e bertolasi, mafiosi, prescritti, ladri e affaristi speravate nel sonno delle coscienze e invece no, siete stati sfortunati: noi ci siamo e vi stiamo col fiato sul collo: o noi o voi”.
Sono sicuri di essere in tanti, in piazza del Popolo, sotto il sole di Roma.
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA!
27 Febbraio 2010LE IMMAGINI DICONO TUTTO: le-immagini-dicono-tutto.pdf
ACCENTURE HRS CHIUDE LA SEDE DI TORINO E LICENZIA TUTTI I LAVORATORI!
19 Febbraio 2010
In data 12/02/2010 Accenture HR Services ha avviato le procedure per riduzione di personale e collocamento in mobilità per un esubero complessivo di 85 lavoratori su oltre 300 addetti totali. Le misure di licenziamento interessano le sedi di Milano, Firenze, Venezia, Roma, Palermo, mentre per quelle di Torino, Bologna, Napoli è prevista la chiusura totale degli uffici.
Le motivazioni addotte da Accenture sono: decremento dei volumi di lavoro, evoluzione del mercato, forte concorrenza del mercato.
Accenture, per effetto delle esternalizzazioni effettuate da Telecom e da Seat negli anni 2000 e 2002 ha acquisito le attività ed i lavoratori addetti all’amministrazione del personale, a distanza di pochi anni tale scelta si trasforma in un dramma sociale.
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Vignetta inserita dalla Redazione
DIFENDIAMO LA MAGISTRATURA: ULTIMO BALUARDO!
19 Febbraio 2010I valori più consoni ad una democrazia, uscita dalla deleteria dittatura fascista, dovrebbero essere quelli di equità e di rispetto per tutti coloro che condividono la cittadinanza italiana.
Una costituzione solida e ben articolata avrebbe dovuto assicurare i valori fondamentali di civile convivenza e di reciproco confronto nella libertà di opinione, di stampa e di parola.
Organi preposti, avrebbero dovuto tutelare ogni cittadino onesto e assicurare il buon esito delle politiche atte a migliorarne l’esistenza. Utopia! Lo Stato … è divenuto una partitocrazia assoluta, infettiva e degenerante!
A rispettare quei valori ci aveva provato la DC la quale, seppur con i suoi deprecabili difetti, è sembrata una monellaccia rispetto ai governi che l’hanno succeduta, quelli di Berlusconi in particolare.
Nel quarantennio, bene o male, c’era di fondo una mentalità cattolica che preservava sui generis, la dignità umana. Quindi, intrallazzi e partitocraCIA a parte, c’era maggiore rispetto per l’Ordine (democratico) costituito. Sembra poca cosa ma lo sdegno che sarebbe necessario sfoderare per quel malgoverno quasi quasi lascia il posto al rimpianto, considerando la grottesca situazione attuale dove i valori, di cui all’incipit, sono figurativi.
Berlusconi (con i suoi vassalli e servi della gleba) ha demolito tutto quello che c’era da demolire se d’intralcio e costruito dove c’èra da demolire se d’appoggio. E l’ha fatto pure velocemente sostituendo la coscienza con la fantascienza, l’integrità con la vacuità, il pluralismo con l’ad personam. Ecco perché molti italiani assistono anestetizzati con distacco e scetticismo agli intrighi, alle corruzioni, agli apporti mafiosi nel governo dello Stato, alle spregiudicate menzogne e allo smantellamento sistematico della democrazia.
I mass media (TV, giornali e con questi parte dell’opinione pubblica) sono sotto controllo. Giusto qualche testata e qualche trasmissione TV, combatte per mantenere una certa autonomia.
La cosiddetta opposizione è vacua: il Partito Demostatico e le forze centriste sono in perenne evoluzione per ristabilire stazionarie alleanze, stantii ed instabili equilibri, ambigue condivisioni (vedi ad esempio l’approvazione “indiretta” dello Scudo Fiscale). L’Idv si sta adeguando al “Sistema”. La sinistra vera e propria, e non quella sconosciuta costantemente enunciata per contrapposizione, è un ectoplasma extraparlamentare.
Supinamente tutta la maggioranza attende ordini dal Premier. Lo difende dalle critiche e lo supporta con leggi che lo immunizzano da tutto e da tutti. Pure la Lega, che da tre governi di centro-destra attende il cosiddetto “federalismo”, illusa e “tre volte” paziente, continua ad attendere con la rigida spada alzata.
Sono stati creati e rafforzati tutti i presupposti per un Governo autoritario e autocratico, manca solo un ultimo tassello per l’assolutismo: la Magistratura.
Ecco perché Berlusconi vuole separare le carriere dei giudici e perché vi sono indiscriminati ed ingiustificati attacchi ai magistrati con vergognosa irriverenza, mentre si difendono a prescindere, tutti gli indagati, delinquenti compresi, con arroganza e prepotenza*
















