Archivio di Marzo 2010

Brunetta: Nemmeno i leghisti l’hanno voluto!

Mercoledì 31 Marzo 2010

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Brunetta incolpa i leghisti di non averlo supportato. Ma la ragione è un’altra. Probabilmente il ministro non ha ancora inteso che non sta simpatico alla maggior parte dei veneziani che lo reputano indisponente, arrogante e superbo. Scaricare poi la colpa della cocente sconfitta sui leghisti “apostati”, ricorda la storiella del balbuziente incazzato il quale andava dicendo che non lo avevano assunto come speaker alla radio, solo perché non era iscritto al sindacato.

A Venezia ci sono moltissimi lavoratori in forza ad enti pubblici che certamente non hanno dimenticato di essere stati da costui identificati sui generis come “fannulloni” … e si sono presi la giusta rivincita. Inoltre, come poteva conciliare la gestione di un Ministero importante con la carica di sindaco in una città complessa come Venezia? Mica poteva farsi in due?

Infine una buona notizia … per i veneziani! Brunetta, che aveva tentato di diventare sindaco della città lagunare già nel 2000 (e aveva perso) dopo quest’ultimo fallito tentativo, ha dichiarato che non si candiderà più.

Comunque, e non ultimo, anche il suo programma non ha convinto i suoi concittadini che hanno preferito premiare le proposte del suo antagonista.

IMDC

Spionaggio Telecom: “L’avvocato di Tronchetti ci chiese di mentire”

Lunedì 29 Marzo 2010

1508911.gif  di  Antonella Mascali GIUSTIZIA&IMPUNITÀ 

28 marzo 2010

L’avvocato di Marco Tronchetti Provera, il professore Francesco Mucciarelli, avrebbe chiesto di mentire a Fabio Ghioni, nell’interesse della Telecom. L’accusa è stata mossa dallo stesso ex capo del “Tiger Team” (struttura di hacker informatici), davanti al giudice Mariolina Panasiti nell’udienza preliminare a porte chiuse per lo spionaggio illegale della security Telecom, capitanata nel 2003-2005 da Giuliano Tavaroli. Nell’aula è calato il gelo quando Ghioni ha raccontato della vicenda “Kroll”, ovvero dell’incursione nel sistema telematico dell’agenzia di sicurezza di Telecom Brasile.

L’hacker imputato, ha detto che nel 2006, in preparazione della denuncia di Telecom Italia per lo spionaggio subito da Telecom Brasile, fu convocato “insieme a un altro gruppo di persone” nello studio del professor Mucciarelli per assicurare “la stessa versione all’autorità giudiziaria”, non potevamo certo dire come erano andate le cose [che avevano cioè violato la rete di Kroll per scoprirli, ndr]. A queste parole il gup Panasiti ha chiesto: “Quindi dichiarazioni non vere?”. Ghioni: “Non vere”. Panasiti: “Ripeta quanto ha detto”. Ghioni: il professor Mucciarelli ci aveva convocato per concordare una versione univoca “favorevole a Telecom Italia, ovviamente non vera”. Di fronte a un’accusa di questa portata, i pm Nicola Piacente e Fabio Napoleone, hanno assistito in silenzio. Anche quando Ghioni ha raccontato che l’ex dirigente della security Giancarlo Valente, mai indagato, gli avrebbe detto: nessuno mi tocca, “se crollo io, crolla tutta la baracca”, “alla Gdf ho dato elementi per far cadere Tavaroli”.

Se Ghioni ha detto la verità significa che Tronchetti era al corrente fin nei minimi particolari dell’azione contro Kroll. Ma il presidente di Pirelli ed ex Telecom ha sempre negato di essere a conoscenza delle operazioni illegali della security. Domani, per la terza volta, Tronchetti testimonierà in udienza.



Da il Fatto Quotidiano del 28 marzo

GRRRRRRR!

Lunedì 29 Marzo 2010

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

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Pedofilia, il papa predica bene e ratzola male

Venerdì 26 Marzo 2010

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di Vania Lucia Gaito, da viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it

Fa specie sentire il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, parlare di tentativi accaniti di “coinvolgere personalmente il Santo Padre nella questione degli abusi” e dello scandalo della pedofilia. Non me ne voglia, padre Lombardi, ma non c’è bisogno di tentativi, i fatti parlano da soli, basta metterli in fila. A cominciare dal principio, sgomberando il campo dalle chiacchiere.

Il fatto che gli ecclesiastici abbiano pruriti pedofili fin dalla notte dei tempi non c’è bisogno di inventarselo, lo dice un papa, per la precisione Leone X, e lo dice in un atto ben conosciuto, la Taxa Camerae, un documento vergognoso che, ad onta del Vangelo che condanna la simonia come peccato imperdonabile, promette il perdono in cambio di denaro. I primi due dei 35 articoli di cui si compone la Taxa Camerae riguardano proprio gli ecclesiastici e i loro “peccati”, in particolare il secondo articolo: ”Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.”

Correva l’anno 1517. Poco meno di cinquecento anni fa. E la Chiesa già sapeva. Solo che fa più comodo, adesso, contare sulla memoria fallace o sulla non conoscenza di chi ascolta le chiacchiere dei vari portavoce. Ho cominciato da troppo lontano? Veniamo ai giorni nostri, allora.

Nel 1962 il cardinale Ottaviani redige un documento noto come Crimen Sollicitationis. Questo documento, prescrive ai vescovi come comportarsi quando un sacerdote viene denunciato per pedofilia. Nel documento c’è scritto, in stampatello e ben evidente: “Servanda diligenter in archivio secreto curiae pro norma interna. Non publicanda nec ullis commentariis augenda“, che vuol dire “Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento” Il Crimen, in pratica, stabiliva una serie di norme da seguire nei casi di pedofilia clericale. Il processo canonico al sacerdote accusato era un processo diocesano, e a condurlo era il vescovo della diocesi cui il sacerdote apparteneva. Il Crimen va analizzato e “studiato” con cura, poichè è il vademecum che hanno seguito sempre i vescovi nei casi di pedofilia clericale. E fin dal principio risulta chiaro che la stessa esistenza del documento deve essere mantenuta segreta. Perchè? […]

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Telecom Italia: 23 marzo per impedire l’ennesima speculazione a danno degli italiani

Venerdì 26 Marzo 2010

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Altissima l’adesione allo sciopero, intero turno per il settore informatico e 4 ore a fine turno per gli atri settori, per i 2200 lavoratori coinvolti dall’ennesima esternalizzazione/licenziamento mascherato e contro il piano di riassetto che prevede nei prossimi mesi ulteriori scorpori nel settore dei customer care, in quello commerciale e amministrativo, nella rete, nonché il contestuale taglio di migliaia di posti di lavoro, in aggiunta quelli già effettuati gli scorsi anni.

Una giornata scandita da picchetti davanti alle sedi, assemblee sui piazzali antistanti i luoghi di lavori, volantinaggi, presidi e manifestazioni nelle principali città. Circa 1000 lavoratori, delle sedi di Roma e Napoli, hanno partecipato alla manifestazione che si è tenuta a Roma, davanti la sede di Direzione Generale in corso Italia.

L’attuale proprietà sta dimostrando chiaramente il disinteresse per lo sviluppo reale di un asset strategico come le telecomunicazioni, con gravi ripercussioni per l’economia di tutto il paese, e una particolare attenzione solo alla possibile speculazione finanziaria che si potrà realizzare grazie al definitivo sfascio di Telecom Italia e allo “smaltimento” dei lavoratori, trattati come rifiuti. […]

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LETTERA APERTA ALL’AD FRANCO BERNABE’ da parte dei lavoratori e delle lavoratrici di IT Operations

Lunedì 22 Marzo 2010

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Egr. Dott. Franco Bernabè, siamo un gruppo di lavoratori e lavoratrici appartenenti ad IT Operations di Telecom Italia S.p.A.

Ci rivolgiamo a Lei con questa lettera aperta per esternarLe tutta la nostra incredulità, i nostri dubbi ed i timori per il futuro che attende noi, le nostre famiglie e, se permette, la stessa Telecom Italia S.p.A.

Prendendo spunto dalle ben note vicende giudiziarie che hanno coinvolto Telecom Sparkle – e verso le quali, sia ben chiaro, nessuno di noi ha la benché minima responsabilità – Lei, in qualità di AD, ha sentito il dovere di inviare a tutti i dipendenti in data 3 marzo 2010 un’apprezzabile lettera in cui ribadiva l’impegno profuso nell’ultimo biennio per fare pulizia interna e predisporre gli strumenti idonei affinché non abbiano più a ripetersi episodi come quelli verificatisi nel passato e che tanto hanno nuociuto alla reputazione della nostra Azienda.

Nella medesima lettera Lei ha richiamato più volte concetti condivisibilissimi quali:

· la priorità della tutela dei dipendenti e degli azionisti;

· il costruire con il lavoro di tutti i giorni la fiducia dei nostri clienti;

· lo svolgere il proprio lavoro seriamente e responsabilmente non solo raggiungendo gli obiettivi, ma anche riconoscendo e operando nel rispetto dei valori etici del nostro Gruppo;

· l’impegno verso i clienti nella fornitura di un servizio di più alta qualità, con migliori assistenza e trasparenza;

· l’impegno verso l’Autorità di regolamentazione della concorrenza del nostro contributo allo sviluppo di un mercato delle telecomunicazioni efficiente, competitivo ed equo;

· il puntare sulla nostra professionalità e sulle nostre competenze. […]

leggi tutto:  lavoratori-it-operations-lettera-aperta-a-bernabe.pdf

IT SERVICES, PRIMA DELLA CESSIONE PROVIAMO A RIEPILOGARE QUANTO STA ACCADENDO

Lunedì 22 Marzo 2010

Con una comunicazione formale del 4 marzo, Telecom Italia ha ufficialmente avviato la procedura che porterà alla cessione a Shared Service Center S.r.l. (SSC), del ramo d’azienda costituito dalla funzione “IT Operations”, che diventerà effettiva – a meno di eventi imprevedibili – a partire dal prossimo 1 aprile

Si tratta di un’operazione che riguarda ben 2200 dipendenti con elevate qualifiche e competenze nell’ambito dell’Information Technology – dislocati su tutto il territorio nazionale ma concentrati principalmente nelle città di Roma, Napoli, Bari e Trento – impegnati nello sviluppo del software e nella gestione dei sistemi informatici, i quali andranno ad aggiungersi ai 600 già occupati in SSC. […]

LEGGI TUTTO: riepilogo-situazione-it.pdf 

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UN LAVORATORE A TEMPO INDETERMINATO LICENZIATO DA TELECOM

Lunedì 22 Marzo 2010

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Bologna marzo 2010

 Abbiamo appreso  con sconcerto quanto accaduto alla Telecom di Bologna il 24 febbraio 2010 quando L’AZIENDA HA PROCEDUTO SENZA ESITAZIONE  AL LICENZIAMENTO DI UN LAVORATORE DOPO SETTE ANNI DI SERVIZIO. 

 Censuriamo il comportamento dell’azienda Telecom che ha interrotto il contratto di lavoro divenuto a tempo indeterminato a seguito della sentenza di primo grado del 2005 vinta dal lavoratore.

 Il 24 febbraio 2010, il lavoratore era in servizio, un’ora prima della fine del suo turno di lavoro, i rappresentanti della Telecom dell’ufficio personale insieme con l’avvocato aziendale, improvvisamente lo hanno chiamato dicendogli che era licenziato, lo hanno buttato fuori dalla sede di lavoro di via Maroncelli,  gli hanno ritirato il cellulare e il tesserino delle timbrature, gli hanno cancellato l’e-mail aziendale e le utenze. Tutto questo senza preavviso, senza tenere conto degli anni di servizio, della sua esperienza professionale, di come avrebbe fatto a sopravvive senza il lavoro.

leggi tutto: un-lavoratore-a-tempo-indeterminato-licenziato-da-telecom.pdf 

RAI PER UNA NOTTE + APPELLO MICHELE SANTORO

Domenica 21 Marzo 2010

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Buongiorno ,


Il 25 Marzo dal Paladozza di Bologna si accenderà “Rai per una notte”, l’iniziativa della Federazione della Stampa a difesa della libertà d’informazione. Tutte le info le troverete presto su http://www.raiperunanotte.it Qui sotto l’appello di Michele Santoro, ci serve il vostro aiuto. Grazie Cari amici, Per realizzare la manifestazione ? trasmissione di Giovedì 25 Marzo dal Paladozza di Bologna, giornalisti, cameraman, elettricisti e operai lavoreranno gratis. Il volontariato, tuttavia, non basterà a coprire i costi necessari alla realizzazione dell?evento. Vi chiedo perciò di contribuire donando 2 euro e 50 ciascuno e mi auguro che siate più di cinquantamila ad aiutarci a realizzare la nostra iniziativa. Raggiungere questo obiettivo sarà la prima importante risposta alla censura. Fate dunque girare questo appello tra i vostri amici e ringraziateli da parte mia per il loro aiuto. Michele Santoro Per contribuire con € 2,5 con Pay Pal seguite questo link https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=MY6JRBB6CZQML Se volete mandare un bonifico al conto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana con causale “RAI PER UNA NOTTE” questo è l’IBAN IT 50 O 03002 05214 000003925090

scarica il volantino:  http://raiperunanotte.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=14&Itemid=16

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WC “MIGNON” NEGLI EDIFICI STATALI E PRIVATI DI “ALTO LIVELLO”

Sabato 20 Marzo 2010

 Foto “mignon” pervenuta in Redazione

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Un nuovo Decreto Legge disporrà che, ogni esercizio pubblico di un certo livello, funzionalmente operativo dal 1° aprile p.v., sia dotato di una tazza wc “mignon” in prossimità di quella tradizionale. La nuova postazione per “ritirate” fisiologiche, dovrà essere corredata di rotolo di carta igienica “mignon”, di scopino “mignon” con accanto uno sgabello (a norma) per poter accedere al lavabo situato ancora troppo in alto per i “piccoli” utilizzatori. Ma ancora per poco! Con un progetto legislativo in corso di approvazione si obbligherà la messa in opera anche di lavabi “mignon”, completi di distributori di sapone “mignon”. Si abbasseranno gli asciugamani ad aria che indispettivano perché spettinavano i soggetti mignon irascibili che si trovavano a passare casualmente sotto ad essi.

Il provvedimento, che per molti versi viene assimilato alla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, sull’handicap, vuole finalmente soddisfare le esigenze e le necessità dei più piccoli.

L’iniziativa sembra essere partita da un politico di basso profilo, ma è stata subito accolta con grande favore dalla maggioranza dei colleghi di coalizione stanchi di calpestare le pozzanghere nei gabinetti derivanti, pare, da una naturale e terminale perdita di “pressione” nel tiro dal basso, che per una nota legge fisica è inversamente proporzionale all’estendersi della pozzanghera in prossimità della tazza.

La normativa dovrà essere rispettata anche da alberghi e ristoranti con oltre 4 stelle, sale convegni italiane di rilevanza internazionale ed in tutti gli edifici pubblici ed istituzionali. Una targa azzurra “codificata” con la scritta tricolore “WC VIP” (Water Closet Victory In Progress) dovrà essere posta ad una altezza di 50 cm da terra, e affissa sullo stipite prospiciente il marciapiede. Nel gabinetto, un cartello triangolare mutuato dall’antinfortunistica verrà applicato appena sopra alla mini tazza WC con su scritto a lettere cubitali: “Vietato entrare”. Sono esenti caserme ed asili.

Boutiques o Club famosi che vorranno accrescere il loro prestigio, anche se non vincolati dalla legge, potranno adeguarsi, purché sia rispettato il colore con cui dovranno essere dipinti i locali o la tonalità della piastrellatura, così come disposto dal legislatore: rigorosamente azzurro!

Sulla base degli studi di cromoterapia effettuati, l’azzurro che ricorda il colore del cielo, influisce a stimolare le minzioni ma soprattutto le evacuazioni. In più distoglie dai problemi contingenti poiché tende a proiettare la ragione nella trascendenza e nell’onnipotenza.

La targa esterna, anche qui segnalerà il “servizio” offerto.

Un prototipo, purtroppo incompleto, sperimentato presso i gabinetti ministeriali ci è stato confermato da una foto “mignon” giunta anonima in redazione e che riproduciamo a fini esclusivamente didascalici.

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