Archivio della Categoria 'FIOM'

«Il problema è nella Cgil, non nella Fiom»

Mercoledì 21 Luglio 2010

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[…] Oggi la Cgil viene governata a maggioranza e questa maggioranza si considera l’intero sindacato. Tanto che per la prima volta nella sua storia il congresso ha cambiato lo statuto senza coinvolgere la minoranza. Un vero atto di ottusità antidemocratica. …

Paolo Persichetti


Ci sarà una poltrona vuota nella nuova Segreteria nazionale della Fiom eletta ieri dal Comitato centrale del sindacato metalmeccanico. Fausto Durante, esponente della minoranza che fa capo alla mozione del segretario confederale Guglielmo Epifani, ha scelto di non occupare il posto che gli era riservato. I componenti sono scesi così da cinque a quattro. La scelta di non sostituirlo va interpretata come un segnale di apertura da parte della maggioranza guidata dal nuovo segretario Maurizio Landini.

Abbiamo chiesto a Giorgio Cremaschi, appena eletto presidente del Comitato centrale, come interpreta questa situazione. 

Cremaschi, siamo di fronte ad un colpo di coda della vicenda congressuale, alla reazione a distanza per una sconfitta ancora non ben digerita? Oppure c’è dell’altro?
Ci troviamo di fronte all’accelerazione di una discussione politica tra la maggioranza della Fiom e la Cgil.

leggi tutto:  il-problema-cgil.pdf

Cremaschi: “La Telecom oggi si comporta come un autentico padrone delle ferriere”

Giovedì 15 Luglio 2010

cremaschi-bn150.jpg   di Giorgio Cremaschi

La Presidente della Confindustria, sul Corriere della Sera, esalta il nuovo spirito d’impresa e usa come modello la Fiat. Un’impresa che non chiede più soldi allo Stato, ma che pretende che i lavoratori conquistino competitività accettando condizioni di lavoro uguali o peggiori a quelle dei polacchi e, in ogni caso, di tutti coloro che possano essere messi in concorrenza. Che le imprese non vogliono più soldi pubblici è falso, che abbiano scelto invece di colpire come non mai i diritti, le condizioni e il salario dei lavoratori è assolutamente vero. (…)

Avevamo detto, giustamente, che Pomigliano era un modello e oggi esso viene rivendicato, altro che eccezione non ripetibile, come si giustificavano quelli da sinistra accettavano quell’accordo.

Sono le grandi imprese oggi le prime a dire basta coi diritti, con i contratti e la costituzione. Sciogliamo il sistema sociale italiano nella competizione globale, rivendicano. Dopo la Fiat, che continua il suo attacco a Melfi e a Torino colpendo delegati e lavoratori in sciopero, è la volta di Telecom. Non inganni la pubblicità progressista e simpatica, che, non a caso, accomuna le due aziende. La Telecom oggi si comporta come un autentico padrone delle ferriere. Hanno fatto gli utili, si sono distribuiti i dividendi, si sono aumentati i bonifici manageriali e poi adesso licenziano 3.700 persone. Le imprese non hanno più freni. Non a caso Berlusconi propone di abolire l’articolo 41 della Costituzione, che pone limiti sociali alla libertà d’impresa.

Si tratta di sanzionare una pratica che Marcegaglia, Marchionne, la Telecom, la Indesit e tanti altri hanno già iniziato in proprio. Così, mentre si sproloquia sul nuovo e sulle riforme, l’impresa italiana torna all’Ottocento, alla santità del profitto contrapposta alla demonizzazione dei diritti di chi lavora. Ha ragione la signora Marcegaglia quando sostiene che le imprese italiane hanno un obiettivo chiaro. Esso è quello di affrontare la crisi facendola pagare tutta, ma proprio tutta, al mondo del lavoro. E ricavandone anche meriti, elogi, buona pubblicità. Sì, le grandi imprese, la Confindustria, non possono più rispettare la Costituzione della Repubblica, altrimenti dovrebbero cambiare se stessi. Meglio invece tornare indietro da sessant’anni di storia e chiamarlo progresso.

Roma, 12 luglio 2010

Campagna di solidarietà con i lavoratori di Pomigliano

Lunedì 12 Luglio 2010

Ordine del giorno presentato da P.Brini e P.Grassi, assunto dalla assemblea costitutiva della area La Cgil che vogliamo, il 6 luglio a Roma (…)

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Dopo il referendum che ha visto più di 1.700 lavoratori opporsi all’accordo, un numero di lavoratori ben oltre superiore all’insediamento sindacale della Fiom e soprattutto superiore alle attese di chi pretendeva un plebiscito per il piano Marchionne, abbiamo la responsabilità di resistere alle minacce della Fiat rifiutando lo scambio fra flessibilità selvaggia delle condizioni e posti di lavoro.

 Dobbiamo opporci alla logica della Fiat e della “competizione globale sui salari e sui diritti” tanto più in un contesto in cui Marchionne ha dichiarato l’intenzione di non volere la Fiom al tavolo delle trattative e cerca la prova di forza.

La Fiom non teme sfide e non accetta ricatti. […]

leggi tutto: solidalierta-con-i-lavoratori-di-pomigliano.pdf

 

 

INACCETTABILE L’ACCORDO SEPARATO FIAT POMIGLIANO

Lunedì 21 Giugno 2010

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 AI DIRETTORI DEGLI ORGANI DI STAMPA E DEI MEZZI RADIOTELEVISIVI E, PC ALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA OGGETTO: ACCORDO SEPARATO POMIGLIANO

 In questi giorni grande rilevanza viene data su tutti gli organi di informazione alla vicenda di Pomigliano. Tuttavia abbiamo purtroppo verificato che i contenuti reali dell’intesa, quelli che hanno indotto la Fiom a ritenerla inaccettabile perché lesiva dei più elementari diritti dei lavoratori, fino a quelli costituzionali, non sono stati sufficientemente messi a conoscenza dell’opinione pubblica. 

Vi chiediamo quindi un particolare sforzo per dare adeguato spazio e tempo alla piena informazione sui contenuti formali dell’intesa. In particolare riterremmo di grande utilità che venisse resa pubblica la clausola che qui sotto riportiamo e che è contenuta al punto 15 dell’accordo separato.

 “15. CLAUSOLE INTEGRATIVE DEL CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO” 

“Le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell’efficacia nei suoi confronti delle altre clausole.” 

leggi tutto:  accordo-separato-pomigliano.pdf

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