
Guido Reni, Sansone vittorioso
La ramazza del Mozzo
RAMAT-LECHI
Salgono a quasi 600 i morti palestinesi assassinati dalle truppe israeliane. I feriti sono più di 2700. E quando intendiamo feriti, non dobbiamo pensare a persone con taglietti e lussazioni bensì riuscire ad immaginare da immuni profani, quali noi siamo, braccia e gambe spappolate, squarci nella carne; bambini, vecchi e donne inermi sfigurati dal fosforo dei proiettili (che dovrebbero essere proibiti nelle zone in cui vi sia popolazione civile) o schiacciate dalle macerie delle loro abitazioni, delle scuole (anche se appartenenti all’agenzia Onu per i Rifugiati, l’“UNRWA”), in cui hanno sperato di trovare un rifugio dagli incessanti e rabbiosi bombardamenti israeliani.
L’organizzazione sanitaria in questa terra martoriata e povera è disastrosa, per tutta una serie di cause non difficili da intuire. Decine e decine di feriti moriranno e sono morti, tra atroci dolori, per infezioni, per mancanza di adeguate cure mediche o “semplicemente” per la gravità delle lesioni. Un medico norvegese che lavora in un ospedale di Gaza, alle Morning News della Cbs, ha dichiarato che gli israeliani stanno bombardando un milione e mezzo di persone chiuse dentro una gabbia. Una specie di macabro e fanatico “tiro a segno”, praticato in sicurezza ad una distanza tale da prevenire qualsiasi rappresaglia efficace e colpendo con metodico accanimento senza distinzione tra truppe e civili. L’intento di sterminare la popolazione è evidente! La striscia di Gaza diventerà un’altra “terra promessa” dopo l’invasione terrestre in corso, un ripensamento al ritiro delle truppe, avvenuto nel 2005, da quegli stessi territori.
Per cercare di comprendere meglio quella squilibrata mentalità che giustifica il genocidio palestinese, è sintomatico lo scalpore suscitato dalla notizia secondo cui è possibile che, un armigero israeliano, sia stato ucciso da “fuoco amico”. Evidentemente il fiume di sangue innocente della popolazione palestinese maciullata, non desterebbe altrettanto sdegno o scalpore.
Sono in totale quattro gli armigeri israeliani morti in questa spietata aggressione, contro 573 palestinesi; la maggior parte dei quali civili. La proporzione è di 1 su 143, “terroristi” compresi.
I missili qassam scagliati dalle milizie di Hamas contro l’ex Filistia (terra dei filistei, alias Palestina) hanno innescato una furibonda “controffensiva” che, per quanto, in parte “giustificata”, non si limita a colpire le basi o le truppe di Hamas, ma sparacchiano all’americana, con infuocata generosità (operazione “piombo fuso”) colpendo vigliaccamente la popolazione inerme.
Questo è il punto sostanziale della questione!
Chaplin disse che è sempre una questione di scala: chi uccide una decina di persone è un mostro assassino chi ne uccide migliaia è un eroico generale.
Chi sono allora i terroristi?
La risposta è semplice: i più deboli e i meno armati, che si battono contro il dispotico colonialismo israeliano che rosicchia incessantemente terra agli ex proprietari, usurpati ancora nel 1948, di gran parte dei loro territori per favorire capitalisti nostalgici e potenti.
«Che io muoia insieme con i Filistei!» (Giudici 16:30ss) disse Sansone, l’eroe israelita consacrato a YHWH per liberare la Filistia, «così quelli che uccise mentre moriva furono di più di quanti ne aveva uccisi durante la sua vita».
Precedentemente aveva ucciso più di mille palestinesi di allora, con una mascella d’asino, “liberando” Israele dai filistei.
La storia, ciclica maestra di vita, ravviva, in questi ultimi sessant’anni, l’antica aggressività sopita per millenni, convogliata nella ricerca di una “terra promessa” da carpire.
Il “Sansone” odierno, dall’alto del suo jet militare, dice solamente: «Muoiano i filistei»! mentre lancia missili e proiettili al fosforo. La mascella d’asino divenuta arma potentissima, potrebbe emulare la vendetta di YHWH a Sodoma e Gomorra.
Ma se davvero la storia è ciclica, chi sarà la Dalila moderna?
Sansone disse:
«Con la mascella dell’asino,
li ho ben macellati!
Con la mascella dell’asino,
ho colpito mille uomini!».
Quand’ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi. (Giudici 15:16-17)
Oracolo contro i Filistei
(Isaia 14)
29 Non ti rallegrare, o Filistia tutta quanta, perché la verga che ti colpiva è spezzata! Poiché dalla radice del serpente uscirà una vipera, e il suo frutto sarà un serpente ardente e volante.
30 I primogeniti dei poveri avranno di che cibarsi e i bisognosi riposeranno al sicuro; ma farò morire di fame la tua radice, e questo distruggerà il tuo residuo.
31 Urla, o porta, grida, o città! Struggi, o Filistia tutta quanta, perché dal nord viene un fumo, e nessuno lascia il suo posto nelle sue schiere”.
32 Che si risponderà ai messaggeri di questa nazione? “Che l’Eterno ha fondato Sion e in essa gli afflitti del suo popolo trovano rifugio”.
Il Mozzo di Coperta