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Israele senza limiti: medaglia d’onore agli assassini saltati sulla nave Marmara.

Lunedì 7 Giugno 2010

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Il quotidiano britannico ”British Times” ha riportato oggi che Israele intende consegnare la medaglia al valore al soldato che ha ucciso sei passeggeri turchi della nave turca Marmara, della Freedom Flotilla diretta a Gaza.

Ricordiamo che nell’assalto, tra i 14 e i 19 civili sono stati assassinati a sangue freddo dagli squadroni d’assalto israeliani. Testimoni oculari hanno raccontato di persone colpite alla nuca da proiettili, e altri trivellati di colpi in tutto il corpo. Altri, gettati in mare vivi e ammanettati.
 
Il giornale sottolinea che questa decisione provocatoria di Israele non farà che peggiorare i rapporti con la Turchia.

(Fonte: Pic) http://www.infopal.it/leggi.php?id=14862

Palestina 27 maggio - 2 giugno 2010:
La prepotenza vigliacca dello stato canaglia

Venerdì 4 Giugno 2010

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Settimana di riferimento del rapporto: 27 maggio - 2 giugno 2010



Tra le violazioni israeliane ai diritti umani si riportano: l’uccisione di cinque combattenti palestinesi da parte delle forze israeliane nella Striscia di Gaza e sei civili palestinesi feriti. 

Tra i feriti: un’anziana donna palestinese, un bambino e due giornalisti.

Nel presente rapporto, non si annoverano le nove vittime dell’assalto israeliano, eseguito lo scorso lunedì, in acque internazionali contro il convoglio umanitario della Gaza Freedom Flotilla.

Nella settimana presa qui in esame: l’aviazione israeliana ha bombardato aree civili e paramilitari nella Striscia di Gaza; un’officina e vari edifici dell’Aeroporto Internazionale di Gaza sono stati distrutti.

Le forze israeliane continuano a reprimere qualunque protesta non violenta organizzata in Cisgiordania. Sei civili sono stati feriti dalle forze israeliane durante una protesta non violenta contro la costruzione del Muro di annessione e contro le attività coloniali. Si tratta di un bambino e due giornalisti (di cui uno statunitense).

Nella settimana di interesse del rapporto: ci sono state nove incursioni militari in villaggi palestinesi. Dodici civili palestinesi, tra cui quattro bambini, sono stati arrestati.

Due famiglie di al-Khalil (Hebron) e al-Quds (Gerusalemme) hanno subito molestie e minacce da parte dei coloni.

Un altro checkpoint è stato allestito in Cisgiordania, dove cinque civili palestinesi sono stati rapiti. Tra i rapiti vi sono anche due bambini.


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leggi tutto: palestina-27-maggio.pdf

AAA “WIESENTHAL” PALESTINESE CERCASI!

Domenica 9 Agosto 2009

La ramazza del Mozzo

 La strage di civili palestinesi indifesi compiuta da criminali di guerra israeliani

«Il SIGNORE disse ad Abramo: ´Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre [UR in Caldea n.d.r.], e va’ nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra.» [gen 12:1-3].

 Il vecchio Abramo obbedisce a quel dio locale che gli era apparso più di tremila anni fa ed inizia il pellegrinaggio partendo dalla Mesopotamia alla ricerca della terra altrui, promessa dal suo spietato SIGNORE. Allora c’erano i Filistei, forse una specie di “terroristi” dell’epoca perché lì ci abitavano. Palestina, erezt Pelishtiyim, significa appunto “terra dei Filistei”. Ora i “filistei” del XXI° secolo (e.v.) continuano ad essere aggrediti e scalzati dalla loro terra. Rosicchiata implacabilmente da caparbi coloni israeliani e da metastasi belliche.

Tuttavia quella lontana promessa sembra instabile nel tempo. Solo dopo molti secoli e dopo vari avvicendamenti etnici, parte della Palestina ritorna nuovamente ai figli di Abramo. Siamo verso la metà del secolo scorso. Ma se dovessimo credere alla ciclicità della storia, la promessa originale del SIGNORE DEGLI ESERCITI potrebbe subire ulteriori dilazioni nel futuro.

 Otto mesi fa, dopo 22 giorni di intensi bombardamenti l’esercito israeliano placa l’antagonismo dei combattenti palestinesi nella striscia di Gaza. Lasciano al suolo 1250 morti. La maggior parte sono persone indifese: donne, bambini, vecchi. 5500 sono i feriti, molti dei quali menomati irrimediabilmente.

 Questa “epurazione etnica” venne chiamata “operazione piombo fuso”. La virulenza e la sproporzione di forze e di mezzi impiegati contro la popolazione inerme suscitò un “apparente” sdegno negli organismi internazionali. Si parlò di aprire inchieste sulla condotta dei comandanti israeliani, potenzialmente assimilabili a criminali di guerra. Di avviare indagini per il forte sospetto che l’esercito israeliano abbia utilizzato armi non convenzionali al fosforo bianco, ordigni “dime” [1] di ultima generazione e munizioni contenenti uranio impoverito. Quell’“apparente” su citato, sembra purtroppo trovare credito perché, da allora, tutto sembra dimenticato o, complici i mass media di regime occidentale, cancellato dai palinsesti televisivi e dalla stampa cosiddetta indipendente.

L’impressione che se ne ricava da tutto questo immobilismo è che l’occidente civilizzato attribuisca valori diversi al genere umano a seconda della religione e della complicità nei ritorni economici e strategici. Temo che le centinaia di bambini uccisi dalle bombe del “popolo eletto” non abbia nemmeno suscitato l’apprensione che, viceversa, potrebbe suscitare l’arenarsi di balenottere moribonde sulle spiagge affollate di agosto, se la notizia venisse ben divulgata e con l’enfasi necessaria.

 Massacrare, per il gusto sadico di annientare un nemico identificato in donne, vecchi e bambini rinchiusi nello loro misere case, pone questioni o di patologia o di criminologia. “Wille zur Macht” (volontà di potenza) direbbe Nietzsche nell’accezione sfalsata con cui venne interpretata dall’occidente nell’ottica razzista e autoritaria. O la frustrazione covata per millenni probabilmente è sfociata in aggressività, con annessi deliri di onnipotenza. “Homo homini lupus” (”l’uomo è un lupo per l’uomo”) scrisse il loro grande correligionario Sigmund Freud rifacendosi ad una espressione latina.

 In ogni caso non dobbiamo dimenticare! Ed il “Giorno della memoria” andrebbe esteso anche a tutte queste persone inermi e inoffensive, mentre i responsabili di tali massacri andrebbero processati per crimini di guerra o internati per schizofrenia. Cosa hanno di diverso questi ufficiali rispetto a Saddam, Karadich o rispetto ai criminali nazisti (Adolf Eichmann, Karl Silberbauer, Franz Stangl) scovati dal coraggioso Wiesenthal? E’ chiaro che non sia una questione di numeri, ma di obblighi morali. Così come non è un caso che gli alti vertici militari israeliani non vogliano rivelare i nomi di questi impavidi comandanti.

Quando il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso, e avrai scacciato molti popoli: gli Ittiti, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, sette popoli più grandi e più potenti di te; quando il SIGNORE, il tuo Dio, li avrà dati in tuo potere e tu li avrai sconfitti, tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia. Non t’imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché distoglierebbero da me i tuoi figli che servirebbero dèi stranieri e l’ira del SIGNORE si accenderebbe contro di voi. Egli ben presto vi distruggerebbe [De 7:1-4]

 8 agosto 2009

mozzo3.jpg il mozzo di coperta

leggilo in pdf con foto:  aaa-wiesenthal-palestinese-cercasi.pdf

[1] Gli ordigni DIME, lanciati da aerei senza pilota, esplodono diffondendo microframmenti di fibra di carbonio e tungsteno altamente penetranti e ustionanti in un raggio di pochi metri. Recenti scoperte fanno ritenere cancerogene le particelle rilasciate dagli ordigni DIME.

RAMAT-LECHI

Martedì 6 Gennaio 2009

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Guido Reni, Sansone vittorioso 

La ramazza del Mozzo

 RAMAT-LECHI

Salgono a quasi 600 i morti palestinesi assassinati dalle truppe israeliane. I feriti sono più di 2700. E quando intendiamo feriti, non dobbiamo pensare a persone con taglietti e lussazioni bensì riuscire ad immaginare da immuni profani, quali noi siamo, braccia e gambe spappolate, squarci nella carne; bambini, vecchi e donne inermi sfigurati dal fosforo dei proiettili (che dovrebbero essere proibiti nelle zone in cui vi sia popolazione civile) o schiacciate dalle macerie delle loro abitazioni, delle scuole (anche se appartenenti all’agenzia Onu per i Rifugiati, l’“UNRWA”), in cui hanno sperato di trovare un rifugio dagli incessanti e rabbiosi bombardamenti israeliani.

L’organizzazione sanitaria in questa terra martoriata e povera è disastrosa, per tutta una serie di cause non difficili da intuire. Decine e decine di feriti moriranno e sono morti, tra atroci dolori, per infezioni, per mancanza di adeguate cure mediche o “semplicemente” per la gravità delle lesioni. Un medico norvegese che lavora in un ospedale di Gaza, alle Morning News della Cbs, ha dichiarato che gli israeliani stanno bombardando un milione e mezzo di persone chiuse dentro una gabbia. Una specie di macabro e fanatico “tiro a segno”, praticato in sicurezza ad una distanza tale da prevenire qualsiasi rappresaglia efficace e colpendo con metodico accanimento senza distinzione tra truppe e civili. L’intento di sterminare la popolazione è evidente! La striscia di Gaza diventerà un’altra “terra promessa” dopo l’invasione terrestre in corso, un ripensamento al ritiro delle truppe, avvenuto nel 2005, da quegli stessi territori.

Per cercare di comprendere meglio quella squilibrata mentalità che giustifica il genocidio palestinese, è sintomatico lo scalpore suscitato dalla notizia secondo cui è possibile che, un armigero israeliano, sia stato ucciso da “fuoco amico”. Evidentemente il fiume di sangue innocente della popolazione palestinese maciullata, non desterebbe altrettanto sdegno o scalpore.

Sono in totale quattro gli armigeri israeliani morti in questa spietata aggressione, contro 573 palestinesi; la maggior parte dei quali civili. La proporzione è di 1 su 143, “terroristi” compresi.

I missili qassam scagliati dalle milizie di Hamas contro l’ex Filistia (terra dei filistei, alias Palestina) hanno innescato una furibonda “controffensiva” che, per quanto, in parte “giustificata”, non si limita a colpire le basi o le truppe di Hamas, ma sparacchiano all’americana, con infuocata generosità (operazione “piombo fuso”) colpendo vigliaccamente la popolazione inerme.

Questo è il punto sostanziale della questione!

Chaplin disse che è sempre una questione di scala: chi uccide una decina di persone è un mostro assassino chi ne uccide migliaia è un eroico generale.

 

Chi sono allora i terroristi?

La risposta è semplice: i più deboli e i meno armati, che si battono contro il dispotico colonialismo israeliano che rosicchia incessantemente terra agli ex proprietari, usurpati ancora nel 1948, di gran parte dei loro territori per favorire capitalisti nostalgici e potenti.

 

«Che io muoia insieme con i Filistei!» (Giudici 16:30ss) disse Sansone, l’eroe israelita consacrato a YHWH per liberare la Filistia, «così quelli che uccise mentre moriva furono di più di quanti ne aveva uccisi durante la sua vita».

Precedentemente aveva ucciso più di mille palestinesi di allora, con una mascella d’asino, “liberando” Israele dai filistei.

La storia, ciclica maestra di vita, ravviva, in questi ultimi sessant’anni, l’antica aggressività sopita per millenni, convogliata nella ricerca di una “terra promessa” da carpire.

Il “Sansone” odierno, dall’alto del suo jet militare, dice solamente: «Muoiano i filistei»! mentre lancia missili e proiettili al fosforo. La mascella d’asino divenuta arma potentissima, potrebbe emulare la vendetta di YHWH a Sodoma e Gomorra.

Ma se davvero la storia è ciclica, chi sarà la Dalila moderna?

 

Sansone disse: 
«Con la mascella dell’asino,
 li ho ben macellati!
Con la mascella dell’asino,
 ho colpito mille uomini!». 
Quand’ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi. (Giudici 15:16-17)

 

Oracolo contro i Filistei

(Isaia 14)

29 Non ti rallegrare, o Filistia tutta quanta, perché la verga che ti colpiva è spezzata! Poiché dalla radice del serpente uscirà una vipera, e il suo frutto sarà un serpente ardente e volante.

30  I primogeniti dei poveri avranno di che cibarsi e i bisognosi riposeranno al sicuro; ma farò morire di fame la tua radice, e questo distruggerà il tuo residuo.

31  Urla, o porta, grida, o città! Struggi, o Filistia tutta quanta, perché dal nord viene un fumo, e nessuno lascia il suo posto nelle sue schiere”.

32  Che si risponderà ai messaggeri di questa nazione? “Che l’Eterno ha fondato Sion e in essa gli afflitti del suo popolo trovano rifugio”.

 

     mozzo311.jpg Il Mozzo di Coperta