Le 7 cose da fare da “ESTERNALIZZATO”
Giovedì 13 Maggio 2010
Il primo maggio, festa del lavoro, si è consumata l’ennesima azione vergognosa del management Telecom Italia. 2.200 professionisti di IT Operation sono stati ceduti ad una piccola srl, sull’argomento si è detto di tutto, ma dopo “il fatto” realizzato è opportuno rispondere con “fatti” concreti e non con vuote, fumose ed inutili chiacchiere.
Poiché la giurisprudenza ha costantemente affermato che, in caso di accertata inapplicabilità delle norme in materia di trasferimento d’azienda, la cessione del rapporto di lavoro sarà qualificabile come mera cessione del contratto, inefficace in ragione del mancato consenso del lavoratore ceduto, sarà opportuno contestare, sin dalla procedura informativa sindacale, la sussistenza dei requisiti di applicabilità della normativa attraverso le seguenti mosse:
1) Inviare entro 60 giorni, da parte dei lavoratori interessati, di una raccomandata con ricevuta di ritorno, con la quale viene espresso il proprio dissenso alla cessione (girano modelli redatti da studi legali)
2) Organizzarsi in comitati, associazioni (o aderire a quelle già esistenti) e creare “rumore” sia dal punto di vista politico sia mediatico (vedi es casi: Eutelia, Caterpiller, cassaintegrati Sardegna, ecc.), l’importante è essere UNITI e COMPATTI, il dividervi in tanti isolotti favorisce l’avversario, molto ben organizzato;
3) Individuare Avvocati capaci, onesti a tal proposito occhio alle tariffe, ce ne sono che non chiedono nulla in fase di ingresso, fate un giro e valutate con calma;
4) Non fare il 700 , abbiamo notizie che alcuni avvocati stiano suggerendo questo tipo di azione, per come sono messe le cose è un boomerang per il lavoratore, diffidate pertanto di chi vi fa simili proposte;
5) Con avvocato, avviare iter per il tentativo di conciliazione obbligatoria ex art. 410 c.p.c.;
6) Preparare documentazione per Ricorso giudiziario e avviare RICORSO: -documenti e testimoni sul ramo d’azienda ceduto, atti a dimostrare l’ inesistenza della sua autonomia funzionale; - stato di servizio del ricorrente e mansioni svolte prima dell’esternalizzazione e dopo- situazione economica e operativa della società cessionaria. Purtroppo è l’unica forma reale e concreta di tutela, non lasciatevi incantare dalle scientifiche ed inutili chiacchiere, il percorso che potrà garantirvi una reale tutela in futuro è l’azione giudiziaria, il resto è filosofia che poco può fare per la risoluzione dei problemi che potranno presentarsi. L’esperienza dovrebbe insegnare qualcosa; tutte le precedenti esternalizzazioni avevano lo scopo preciso di ridurre persone e sono finite male: TESS, MP Facility; Telepost; TILS; HP; approfondire le evoluzioni e dinamiche di tali disastri può aiutarvi a prevenire i dolorosi effetti.
7) Creare un coordinamento tra i vari studi legali in modo da poter ottimizzare le conoscenze e sforzi ed essere in tal modo più incisivi e penetranti possibile. Uscendo da logiche di cortile realizzare la tutela del LAVORATORE;
Roma, 13 Maggio 2010
Il Presidente: Giuseppe Modafferi
Via Domenico Millelire n° 47 Roma
Tel. 06.39749951 – 335.7510934 - infoape2009@gmail.com
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