Archivio della Categoria 'La Ramazza del Mozzo'

L’italia del pallone torni a casa il più presto possibile!

Lunedì 14 Giugno 2010

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La “Legge Bavaglio” capita a fagiolo … giusta a ridosso dei Mondiali di calcio. E con gli artificieri della democrazia che ci troviamo a sopportare, non dubito nemmeno per un momento che l’abbinamento calcio-bavaglio sia casuale.

L’Italia nel pallone troverebbe giustappunto nel pallone l’anestetico efficace per tollerare le insidiose manovre aggressive in atto. L’emergenza però è la democrazia in pericolo, non l’esito sportivo! Dobbiamo soppesare stoicamente le giuste priorità per non ritrovarci con la gioia effimera di qualche partita vinta (e magari un posto sul podio), barattata con bavaglio e gogna.

Poi, se passerà la riforma della Giustizia, quanto mai imminente, (settembre p.v.) cadrà anche l’ultimo baluardo democratico che finora ha consentito all’Italia degli onesti di credere in una uguaglianza di fronte alla Legge, di credere alla somministrazione delle giuste pene, di credere nella  difesa dei principi costituzionali. Se staremo obnubilati davanti alla TV propizieremo l’oppressione dell’autocrazia.

Il totalitarismo è alle porte, non possiamo quindi starcene con le mani in mano o con la mente sulla palla. E’ necessario acquisire maggior consapevolezza, supportata e acuita anche dalla necessaria delusione calcistica. Quella risultante che si formerà tra malessere e irritazione, dovrà essere impiegata per difenderci con maggior accanimento dalla “prigionia” sociale che sta dilagando nella classi più indifese, nel precariato e tra gli anziani. Il compiacimento sportivo ora è quanto mai deleterio e corrompente, pertanto “FUORI SUBITO L’ITALIA DAI MONDIALI”.

Salviamo la Democrazia!

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WC “MIGNON” NEGLI EDIFICI STATALI E PRIVATI DI “ALTO LIVELLO”

Sabato 20 Marzo 2010

 Foto “mignon” pervenuta in Redazione

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Un nuovo Decreto Legge disporrà che, ogni esercizio pubblico di un certo livello, funzionalmente operativo dal 1° aprile p.v., sia dotato di una tazza wc “mignon” in prossimità di quella tradizionale. La nuova postazione per “ritirate” fisiologiche, dovrà essere corredata di rotolo di carta igienica “mignon”, di scopino “mignon” con accanto uno sgabello (a norma) per poter accedere al lavabo situato ancora troppo in alto per i “piccoli” utilizzatori. Ma ancora per poco! Con un progetto legislativo in corso di approvazione si obbligherà la messa in opera anche di lavabi “mignon”, completi di distributori di sapone “mignon”. Si abbasseranno gli asciugamani ad aria che indispettivano perché spettinavano i soggetti mignon irascibili che si trovavano a passare casualmente sotto ad essi.

Il provvedimento, che per molti versi viene assimilato alla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, sull’handicap, vuole finalmente soddisfare le esigenze e le necessità dei più piccoli.

L’iniziativa sembra essere partita da un politico di basso profilo, ma è stata subito accolta con grande favore dalla maggioranza dei colleghi di coalizione stanchi di calpestare le pozzanghere nei gabinetti derivanti, pare, da una naturale e terminale perdita di “pressione” nel tiro dal basso, che per una nota legge fisica è inversamente proporzionale all’estendersi della pozzanghera in prossimità della tazza.

La normativa dovrà essere rispettata anche da alberghi e ristoranti con oltre 4 stelle, sale convegni italiane di rilevanza internazionale ed in tutti gli edifici pubblici ed istituzionali. Una targa azzurra “codificata” con la scritta tricolore “WC VIP” (Water Closet Victory In Progress) dovrà essere posta ad una altezza di 50 cm da terra, e affissa sullo stipite prospiciente il marciapiede. Nel gabinetto, un cartello triangolare mutuato dall’antinfortunistica verrà applicato appena sopra alla mini tazza WC con su scritto a lettere cubitali: “Vietato entrare”. Sono esenti caserme ed asili.

Boutiques o Club famosi che vorranno accrescere il loro prestigio, anche se non vincolati dalla legge, potranno adeguarsi, purché sia rispettato il colore con cui dovranno essere dipinti i locali o la tonalità della piastrellatura, così come disposto dal legislatore: rigorosamente azzurro!

Sulla base degli studi di cromoterapia effettuati, l’azzurro che ricorda il colore del cielo, influisce a stimolare le minzioni ma soprattutto le evacuazioni. In più distoglie dai problemi contingenti poiché tende a proiettare la ragione nella trascendenza e nell’onnipotenza.

La targa esterna, anche qui segnalerà il “servizio” offerto.

Un prototipo, purtroppo incompleto, sperimentato presso i gabinetti ministeriali ci è stato confermato da una foto “mignon” giunta anonima in redazione e che riproduciamo a fini esclusivamente didascalici.

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SE IL LAMBRO SI INQUINA LA POLITICA SPORCA SI ANNACQUA!

Lunedì 1 Marzo 2010

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E’ scoppiata la bufera sulla Protezione Civile, attraverso le presunte responsabilità di Bertolaso & C., proprio alla vigilia delle elezioni politiche regionali.

Ora il Lambro si fa nero di olio combustibile e di gasolio. Emergerza!

Nel fiume 10 milioni di litri, pari a 670 autocisterne che devastano un intero sistema ecologico, che spalmano sulle sponde melma puzzolente e velenifera; che uccide tra atroci tormenti la fauna e che impasta la vegetazione. Una spessa incerata, iridata e lugubre, oscura l’acqua fino ai fondali e si estende per chilometri elargendo vapori asfissianti.

Lungo le rive accorrono centinaia di vigili del fuoco e le forze della Protezione Civile, mentre in Prefettura si attiva lo stato di crisi.

A differenza del dissesto idrogeologico che ha interessato, pochi giorni fa, alcuni paesini della Calabria e della Sicilia, questa è una catastrofe ecologica voluta, provocata intenzionalmente. E’ un vero e proprio atto di terrorismo contro la natura e i suoi abitanti.

Ma chi è potuto giungere a tanto? Perché verso le 3 di mattina di lunedì 22 febbraio uno o più  delinquenti che ben sapevano cosa fare e abilmente come agire, hanno aperto le valvole di tre cisterne della “Lombarda Petroli” di Villasanta (MB), facendo riversare il combustibile nel Lambro?

Si grida vendetta contro i colpevoli di tanto scempio! Si parla di sabotaggio e di scelleratezza per l’infame gesto, mentre tutto ciò che di vivo viene a contatto con la massa oleosa muore. Si invoca la Protezione Civile e Bertolaso. Si dimentica quell’altro Bertolaso, quello indagato, per sopraggiunta emergenza sulle emergenze. Si dimenticano gli inquisiti per gli appalti esagerati alla Maddalena e all’Aquila. Si dimenticano i massaggi di Federica e le risate sul terremoto. L’ambiente se viene sfregiato in questo modo, catalizza “naturalmente” la preoccupazione e l’indignazione delle persone. Ha lo stesso effetto di un attentato bombarolo in pieno centro, a patto che non vi siano morti o feriti.

In questa artefatta catarsi qualcuno si è riverginato?

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DIFENDIAMO LA MAGISTRATURA: ULTIMO BALUARDO!

Venerdì 19 Febbraio 2010

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I valori più consoni ad una democrazia, uscita dalla deleteria dittatura fascista, dovrebbero essere quelli di equità e di rispetto per tutti coloro che condividono la cittadinanza italiana.

Una costituzione solida e ben articolata avrebbe dovuto assicurare i valori fondamentali di civile convivenza e di reciproco confronto nella libertà di opinione, di stampa e di parola.

Organi preposti, avrebbero dovuto tutelare ogni cittadino onesto e assicurare il buon esito delle politiche atte a migliorarne l’esistenza. Utopia! Lo Stato … è divenuto una partitocrazia assoluta, infettiva e degenerante!

A rispettare quei valori ci aveva provato la DC la quale, seppur con i suoi deprecabili difetti, è sembrata una monellaccia rispetto ai governi che l’hanno succeduta, quelli di Berlusconi in particolare.

Nel quarantennio, bene o male, c’era di fondo una mentalità cattolica che preservava sui generis, la dignità umana. Quindi, intrallazzi e partitocraCIA a parte, c’era maggiore rispetto per l’Ordine (democratico) costituito. Sembra poca cosa ma lo sdegno che sarebbe necessario sfoderare per quel malgoverno quasi quasi lascia il posto al rimpianto, considerando la grottesca situazione attuale dove i valori, di cui all’incipit, sono figurativi.

Berlusconi (con i suoi vassalli e servi della gleba) ha demolito tutto quello che c’era da demolire se d’intralcio e costruito dove c’èra da demolire se d’appoggio. E l’ha fatto pure velocemente sostituendo la coscienza con la fantascienza, l’integrità con la vacuità, il pluralismo con l’ad personam. Ecco perché molti italiani assistono anestetizzati con distacco e scetticismo agli intrighi, alle corruzioni, agli apporti mafiosi nel governo dello Stato, alle spregiudicate menzogne e allo smantellamento sistematico della democrazia.

I mass media (TV, giornali e con questi parte dell’opinione pubblica) sono sotto controllo. Giusto qualche testata e qualche trasmissione TV, combatte per mantenere una certa autonomia.

La cosiddetta opposizione è vacua: il Partito Demostatico e le forze centriste sono in perenne evoluzione per ristabilire stazionarie alleanze, stantii ed instabili equilibri, ambigue condivisioni (vedi ad esempio l’approvazione “indiretta” dello Scudo Fiscale). L’Idv si sta  adeguando al “Sistema”. La sinistra vera e propria, e non quella sconosciuta costantemente enunciata per contrapposizione, è un ectoplasma extraparlamentare.

Supinamente tutta la maggioranza attende ordini dal Premier. Lo difende dalle critiche e lo supporta con leggi che lo immunizzano da tutto e da tutti. Pure la Lega, che da tre governi di centro-destra attende il cosiddetto “federalismo”, illusa e “tre volte” paziente, continua ad attendere con la rigida spada alzata.

Sono stati creati e rafforzati tutti i presupposti per un Governo autoritario e autocratico, manca solo un ultimo tassello per l’assolutismo: la Magistratura.

Ecco perché Berlusconi vuole separare le carriere dei giudici e perché vi sono indiscriminati ed ingiustificati attacchi ai magistrati con vergognosa irriverenza, mentre si difendono a prescindere, tutti gli indagati, delinquenti compresi, con arroganza e prepotenza

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Tonino c’è cascato!

Venerdì 12 Febbraio 2010

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Ha fatto inferocire molti sostenitori dell’Idv le decisioni congressuali di appoggiare l’imputato Vincenzo De Luca in Campania e schierarsi nelle Marche con l’UDC di Cuffaro. Ma ha creato anche lacerazioni all’interno del suo partito. Di Pietro, tuttavia, prosegue per la sua strada che porterà sicuramente ad un ammutinamento progressivo dei suoi elettori e, forse … ad una promiscua coalizione governativa in due regioni, nelle quali conterà come il due di picche.

Ma da cosa è generata questa abiura morale, questa virata secca dai buoni propositi di cui si è fatto vessillo? Ufficialmente, per non consegnare la Campania ai Casalesi e per sostenere l’alleato PD nelle Marche. In sostanza, gli è venuta voglia di governare!

La «sterile protesta» come probabilmente ha voluto definire la sua pluriennale lotta, in una recente intervista, non basta per la discontinuità. Gli risponde dai blog uno dei moltissimi “ex” elettori: «siete ufficialmente nella casta»! Purtroppo vanno nel mucchio anche persone coerenti come Sonia Alfano e Luigi De Magistris, contrariati a dir poco, per questa scelta politica.

Di Coccio è cascato in pieno nella “trappola” approntata dal Partito Demostatico, avvezzo a lanciare insidiose esche venatorie a chicchessia, pur di mantenere i consueti subalterni equilibri politici. La defezione che avrebbe provocato la scelta di Tonino tra i suoi elettori, era stata messa preventivamente in bilancio dall’opposizione, che avrebbe così ottenuto lo svilimento e il depotenziamento di un pericoloso “avversario-amico”. Cade per l’impazienza e l’ambizione del suo leader, l’unico partito ritenuto fuori dai giochi e dai gioghi che possedeva le potenzialità necessarie per tentare di riportare l’Italia alla normalità etica e morale.

Purtroppo Di Coccio non l’ha capito ma, anche se l’avesse successivamente capito, non può più retrocedere per salvare il salvabile poiché, quel salvabile, sarebbe reo di apostasia e di infedeltà programmatiche. A questo punto ci chiediamo: quali sono questi “valori” dell’Italia dei Valori se non quelli conformi, uniformi, condivisi cui siamo da anni “abituati” e che producono il voltastomaco alle persone oneste?

A Luigi De Magistris, a Sonia Alfano e ad altri all’interno dell’Idv spetterà l’arduo compito di radunare le moltissime persone non “contaminate” e ripartire ben lontano dai quei “Valori” inflazionati, per rispetto di chi ha confidato nei “Valori originari”.

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MIRACOLI A MILANO

Martedì 12 Gennaio 2010

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Non poteva più stare zitta l’infermiera del san Raffaele che ha accudito il nostro Premier dopo l’attentato del 13 dicembre scorso. L’ha intervistata un nostro inviato presso il gabinetto medico del reparto GRANDI PERSONAGGI. Vi proponiamo il testo sbobinato e trascritto senza censure:

Giornalista: «Buon giorno signora Veronica, mi può raccontare questa sua straordinaria esperienza?»

Veronica: «ho voluto tenermi per ricordo il panno di lino che io stessa ho utilizzato per asciugare, con amorevole delicatezza, il volto martoriato del nostro Presidente, non appena è giunto qui in ospedale. Vede, si è seduto proprio su quella sedia là in fondo, quella con i fiori freschi che ho appena sistemato nel punto esatto in cui Lui si è adagiato dolorante … poverino».

Giornalista: «poi cosa è accaduto?»

Veronica: «il dottore di turno, mi ha vietato di tenere il panno e me l’ha fatto buttare, pensi un po’, nel contenitore dei rifiuti tossico-nocivi ospedalieri ad alto potenziale radioattivo».

Giornalista: «e lei cosa ha fatto?»

Veronica: «a fine turno, senza farmi notare, ho riacciuffato dai rifiuti radioattivi il panno impregnato del Suo sangue e l’ho subito nascosto dentro … ehm … no cioè … sotto alla gonna, stretto tra le cosce e ho raggiunto lo spogliatoio un po’ impedita nel deambulare, tanto che i miei colleghi nell’osservarmi pensavano malignamente che mi fossi fatta la … ehm … pupù addosso. In quel preciso attimo è avvenuto il primo miracolo.»

Giornalista: «come sarebbe primo miracolo, ci sono stati dei miracoli?»

Veronica: «ebbene sì, ben quattro, solo nella serata del 13 dicembre! »

Giornalista: «e che cosa le è successo signora? »

Veronica: «di colpo mi si è fermato il flusso mensile … ero solo al primo giorno. Ho sentito una gran calura nel mio corpo ed un fremito, come se una potente energia mi stesse possedendo».  […]

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Leggi tutta l’intervista: miracoli-a-milano.pdf

Complotto della sinistra demoniaca internazionale

Domenica 27 Dicembre 2009

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I vili attentati di questi giorni, sul suolo italiano, hanno una matrice comune! Si tratta di un disegno perverso attuato da gruppi ben organizzati e addestrati con chiare tendenze sinistroidi e demoniache.

Lo scopo delle azioni terroristiche è quello di destabilizzare il regime dell’amore cui sono sottoposti la maggioranza degli italiani consenzienti. Gli irriducibili sinistrorsi antagonisti saranno presto assoggettati al partito dell’amore, attraverso l’applicazione di spontanee leggi amorevoli in corso di promulgazione con il consenso di tutti i buoni, tranne il partito dei “Facinorosi dei Valori”.  Per questo una legge ad personam (tanto per non perdere il vizio), cambierà il nome immeritato del loro leader in “Difuoco”, associandolo più con gli inferi piuttosto che con il primo vescovo di Roma.

Sappiamo che lo scopo dei blitz eversivi di questi ultimi giorni è quello seminare odio e violenza, al fine di assicurarsi un grande impatto sui mass media e, attraverso questo, far conoscere le indegne motivazioni di questa feroce opposizione occulta, malevola e sacrilega che si scaglia con irriverenza verso i massimi rappresentanti dell’A.G.A.P.E. (Amore (che) Genera Amore Pace Estasi) nazionale, personaggi di grande fama internazionale dotati esclusivamente di integerrime qualità morali e che prescindono da qualsiasi interesse di carattere personale. 

Scoperti alcuni centri di addestramento dei terroristi che hanno basi attive, per ora, presso insospettabili centri di igiene mentale in Italia e nella “neutrale” Svizzera. Numerose perquisizioni sono state effettuate da squadre di amorevoli volontari e raccolte prove indiziarie di un complotto internazionale, con matrice comunisto-luciferina. Sono tuttora in corso, le indagini per stabilire quali erano i pazienti degli istituti prima che avvenissero le perquisizioni.

Un TIR (Terrorists International Romantic) di proiettili è stato bloccato ai valichi di frontiera, conteneva casse dei famigerati “Mini Duomo di Milano” in gesso, “cupoloni” di finto marmo; i proiettili tattici a breve gittata “colosseo”, sia in travertino che in bocce di vetro con neve nonché munizioni di disturbo: gondole in plastica con carillon ipnotici e “Trulli” di finto sughero.

Nel sottofondo del TIR sono stati scoperti centinaia di manifestini inneggianti ad un anacronistico e sedicente sostantivo: “democrazia”, il cui significato si è perso da anni nell’amore profuso per il popolo dall’invictus dux.

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Alcuni dei proiettili tattici sequestrati:

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EUTELIA … EUTANASIA AZIENDALE!

Mercoledì 11 Novembre 2009

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E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI - GETRONICS - BULL - EUTELIANOICOM - EDISONTEL TUTTI CONFLUITI in: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega

Centinaia di licenziamenti e prospettive cupe per altre migliaia di lavoratrici e di lavoratori. AGILE ex Eutelia è un’azienda svilita, spolpata di attività e senza prospettive … con questo assetto organizzativo.

Il disegno commerciale è chiaro dopo la progressiva e incontrastata perdita di commesse e di clienti. Ma quanto è strumentale questo disfacimento? Le numerose persone che ancora vi lavorano, sono convinte che non ci sia la volontà, da parte del management, di recuperare quanto si è già perso e nemmeno di voler ricercare motivazioni per un immediato rilancio che possa salvare centinaia di famiglie dalla disoccupazione e dall’indigenza. La via del fallimento, invece, sembra essere spianata.

E così via, di azienda in azienda in odore di crisi, più o meno indotta.

Anche Phonemedia, con ben 6600 dipendenti, sta boccheggiando in cerca di ossigeno. Ne seguiranno altre con attività affini.

Pescecani mossi da frenetica eccitazione di guadagni predatori, annusano l’odore del sangue nel mare mosso del mercato italiano. Attaccano con violenza smembrando chi non può difendersi e affondando nelle carni i loro denti aguzzi nell’orgasmo di tourbillon ferali.

E nessuno parla! Le notizie di queste disfatte sociali restano circoscritte nell’ambito ristretto del territorio di appartenenza logistica. La poIitica tace e guarda l’orizzonte dal ponte del transatlantico mentre i mass-media dispersi nel mare oceano attendono che gli sia indicata la rotta.

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Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia comunicano:

[…] Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.

Abbiamo bisogno di visibilità mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma - Siena Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun giornale a tiratura nazionale si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio. Altrimenti questa azienda morirà.

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia

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La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL ha depositato, congiuntamente con le Segreterie Nazionali di FIOM-CGIL e FIM-CISL, presso la Procura della Repubblica di Arezzo un esposto contro la cessione di  ramo d’azienda con cui Eutelia SpA ha venduto al gruppo Omega SpA la Agile Srl. …

Leggi il comunicato CGIL:

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ESTERNALIZZAZIONI IMPROPRIE: VITTORIA IN 1° DI UNA LAVORATRICE COLLOCATA IN TELEPOST DA TIM, PIU’ DI 5 ANNI FA!

Lunedì 26 Ottobre 2009

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Ancora una volta, una rappresentante del gentil sesso ha “osato” sfidare, da sola, una delle più ricche e potenti aziende italiane … vincendo! E’ successo qualche giorno fa, presso il Tribunale di Napoli, quando una lavoratrice spostata a forza in Telepost (azienda che cura la gestione della corrispondenza di Telecom) ancora nel 2004 attraverso una presunta cessione di ramo d’azienda, ha avuto la soddisfazione di trovare riscontro alle sue convinzioni.

E’ stato un percorso lungo, iniziato prima in TIM poi in EMSA, infine (ma non ultimo) nell’outsourcer. Tuttavia la questione non finisce qua, la strada verso l’“affrancamento” dall’ingiustizia deve proseguire per gradi … anche di giudizio.

Vinta la prima battaglia, a guidare la collega nel proseguo del contenzioso, sarà semplicemente ciò che accomuna tutti coloro che non hanno accettato passivamente l’obbrobrio delle cessioni non vere di Telecom:

* La convinzione di agire nel giusto, attraverso l’unica via che può tutelare i lavoratori: la Magistratura (le altre vie sono fittizie o ingannevoli)

* La prerogativa di aver subito compreso chi ha voluto e continua prendere in giro gli esternalizzati.

* La memoria ancora viva del “calcio” ricevuto da Telecom/TIM e la conseguente necessità di rivalsa.

 

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HP DCS è parente di HP?

Sabato 24 Ottobre 2009

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HP DCS (Hewlett Packard Distributed Computing Services S.r.l.) è un’azienda formatasi nel 2003, con la cessione di un ramo di Telecom Italia che radunava circa 600 lavoratori provenienti dall’Office Automation di Telecom Italia.

L’organico nel corso degli anni, così come consuetudine nelle esternalizzate da Telecom, è andato via via spolpandosi (leggi licenziamenti art. 4 e 24 L.223/91) propiziato anche dalla riduzione delle commesse che scattavano secondo tempi contrattuali prefissati (benchmark) con decurtazioni del 25% ca. rispetto all’importo originario.

Forse non è un caso che la congiuntura economica in atto ed il ricco plafond stanziato dal Governo anche per i cassaintegrati o per i licenziati, abbia fornito spunto al management per traguardare in modo diverso una situazione probabilmente risolvibile con alternative più consone ad una parente (considerata molto vicina o piuttosto lontana a seconda dei casi) di una grande ed affidabile azienda di caratura internazionale, la Hewlett Packard.

Nella primavera del 2003, durante le prime fasi della cessione, quando era necessario raccogliere consensi per tranquillizzare lavoratori, mass-media e numi tutelari (ma dubito che quest’ultimi fossero preoccupati), HP DCS era spacciata come una parente molto vicina alla casa madre: quasi un fecondo “incesto” societario.

Da alcuni anni invece si fanno le debite distinzioni. E quell’HP internazionale affidabile e ricca, prende le distanze dalle sorti di quella che diviene ora una lontana parente, quasi una “trovatella” che, ahimé, possiede la sola dignità di poter mantenere il nomen gentilizio (HP). Tuttavia un’acronima estensione (DCS) la discosta notevolmente dalla Gens originaria e un “rischio limitato” in coda, la scaccia dalla genealogia.

Ma va tutto bene Madama la Marchesa, nel contesto delle cessioni di ramo d’azienda volute da Telecom, si applicano gli stessi criteri di “identificazione parentale” e le stesse cronologie di svilimento societario.

Un po’ rassicura il fatto che, in HP DCS, così come in tutte le cause avviate dai lavoratori esternalizzati da Telecom (tranne Targa Fleet Management), esista una schiacciante supremazia per numero di vittorie in primo grado di giudizio.

Ma c’è di più! 32 lavoratori HP DCS di Roma, a seguito di un decreto ingiuntivo conseguente alla vittoria, percepiscono la retribuzione anche da Telecom Italia (oltre che da HP DCS), che è costretta dal giudice al pagamento delle somme richieste fino ad una eventuale riforma della sentenza.

Quindi, nel complesso, la stragrande maggioranza dei giudici della Repubblica, ha riconosciuto impropria questa cessione. HP DCS  non solo non è la “trovatella” di turno ma, non ha nulla da spartire con la casa madre che l’ha adottata per interesse economico. Tutt’al più sono i lavoratori  ed essere stati “esposti” da una “madre sconsiderata”.

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