Archivio della Categoria 'Notizie dal WEB'

TELECOM ITALIA E LE ESTERNALIZZAZIONI [di Luca Marcon]

Venerdì 23 Luglio 2010

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Cessione di IT Operations a SSC: il fallimento della “concertazione” sindacale e la vittoria dei lavoratori

Del sindacato confederale e del suo ruolo nelle relazioni industriali con Telecom Italia e le esternalizzazioni, me ne sono già occupato in un altro articolo. Sul fatto che il sindacato non rappresenti più i lavoratori ma solo sé stesso, credo non sia rimasto alcun dubbio. E l’assoluta mancanza d’azione che ha dimostrato nella vicenda della cessione da IT Operations a SSC, una azienda decotta con un bilancio in perdita, non fa che confermare ancora una volta questo fatto.

Sul ruolo del sindacato e dei suoi rapporti con l’azienda, avremo modo di approfondire più avanti. Ciò che conta evidenziare, però, è che per la prima volta i lavoratori sono riusciti a non farsi manipolare dai loro sedicenti rappresentanti. Per la prima volta hanno rifiutato di consegnare le loro deleghe in mano a chi li avrebbe usati per l’ennesima volta a guisa di carne da cannone e sono riusciti ad organizzarsi al punto tale da raggiungere un risultato che definire dirompente è poco.

Secondo aggiornamenti che mi sono pervenuti nell’ultima settimana, il numero di lettere di opposizione alla cessione di ramo d’azienda inviate a Telecom e SSC dai lavoratori esternalizzati tramite i rispettivi studi legali, è pari a 1.485. Su un totale di 2.147 lavoratori esternalizzati, 1.485 – ovvero il 69% – non si sono piegati all’ignavia (leggi connivenza) sindacale e hanno deciso di decidere con la propria testa. […]

leggi tutto:  blog_articolo-20100723_2aver.pdf

LORO MANGIANO, NOI PAGHIAMO (Cauzione nei gradi di giudizio successivi al primo) [dal sito di Beppe Grillo]

Giovedì 15 Luglio 2010

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[…] Nel 2007 Mastella, una delle poche cose buone, forse l’unica che ha fatto, ha creato una Commissione al Ministero della Giustizia e ci ha messo dentro alcuni magistrati di mani pulite, Navigo, Greco, Paolo Ielo, hanno suggerito un Disegno di Legge che poi naturalmente non è mai stato approvato perché era buono, che metteva la cauzione sulle impugnazioni, dopo il primo grado chi fa appello deve emettere una cauzione, se vince l’appello se la riprende, se lo perde la lascia lì, così chi non è assolutamente sicuro di avere ragione, di avere motivi fondati per fare un appello, l’appello non lo fa, quelli che fanno appello per perdere tempo e raggiungere la prescrizione non lo fanno, perché? Perché rischiano di lasciarci la cauzione e sono soldi loro, idem per i ricorsi in Cassazione.

Tanto per dire la Cassazione esamina ogni anno 100 mila ricorsi tra processi penali e civili, la gran parte vengono respinti perché sono pretestuosi, infondati, fatti per perdere tempo, praticamente circa il 75% dei ricorsi sono respinti, sono 75 mila ricorsi inutili, sui quali il ricorrente dovrebbe pagare la cauzione, se si mettesse una cauzione di 2 mila Euro, salvo naturalmente i nullatenenti che avrebbero diritto a farlo gratis, voi capite che avremmo ogni anno 150 milioni di Euro solo per i ricorsi respinti in Cassazione, dopodiché pensate a tutti i ricorsi che si fanno al riesame, in Corte d’Appello, etc., avremmo cioè centinaia di milioni in cassa per finanziare la giustizia, facendo pagare un po’ quelli che ne inceppano il meccanismo, facendo girare a vuoto la macchina con ricorsi infondati e così i processi durerebbero anche molto meno perché non si perderebbe tempo con processi e ricorsi inutili e pretestuosi! 

Perché  non riprendono quel Disegno di Legge? E’ già pronto, lo trasforma in un Decreto e lo approvano domani mattina! […]

leggi tutto: loro-mangiano-noi-paghiamo.pdf

Giornalino bip bip n. 145

Giovedì 3 Giugno 2010

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IN QUESTO NUMERO:

Azioni ai dipendenti Telecom - pag. 2

Call center: aumentano i profitti - pag.3

• Call center connection: arrestati i vertici della società che deteneva Phonemedia - pag. 4

Crescono gli evasori fiscali + 6,7% nel 2010, L’81 % delle aziende dichiara redditi negativi!

leggi tutto: bip145.pdf

Telecom Italia potrebbe dare in outsourcing la manutenzione della Rete a Italtel e Sirti.

Giovedì 13 Maggio 2010

 logo-zeusnews.jpg www.zeusnews.com - 12-05-2010]

http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=12411

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Lo scorporo della Rete no, una società con i concorrenti per la realizzazione e la gestione della NGN (Rete di nuova generazione a banda larga) no: sono queste le due ipotesi che Bernabè rifiuta con decisione, mentre non hai mai escluso del tutto una fusione con l’azionista Telefonica e ha personalmente appena acquisito 300.000 azioni Telecom Italia (come ha comunicato formalmente).

La Rete deve rimanere sotto il controllo Telecom, di proprietà Telecom: su questo Bernabè non transige. La manutenzione però potrebbe essere data finalmente in appalto, dopo decenni (dai tempi della Sip) che se ne parla, a una società.

Potrebbe trattarsi di una realtà partecipata dalla stessa Telecom e formata da Italtel e Sirti, società oggi in crisi e con gravi problemi occupazionali che l’appalto della Rete Telecom Italia potrebbe risolvere: per questo motivo una soluzione di questo tipo è vista con favore dai sindacati dei metalmeccanici, che organizzano questi lavoratori degli appalti telefonici.

A essere contrari sarebbero i sindacati dei telefonici che rappresentano gli attuali 13.000 “pandisti” (così chiamati perchè usano le Fiat Panda rosso Telecom) ma la prospettiva che a tutti questi lavoratori venga applicato il contratto delle Telco e non quello metalmeccanico potrebbe superare queste resistenze.

Oggi la Sirti lavora per l’assistenza tecnica dei clienti Telecom ma anche per quella dei clienti Wind-Infostrada e degli altri gestori.

Al momento però, ufficialmente, Telecom Italia ha escluso, durante i confronti con il sindacato confederale sul tema degli esuberi, scorpori, societarizzazioni ed esternalizzazioni; non sarebbe tuttavia la prima volta che il colosso telefonico cambia strategia in corso d’opera.

Illegale l’esternalizzazione Telepost [ZeusNews]

Mercoledì 7 Ottobre 2009

Anche i giudici di appello di Milano hanno giudicato illegittima l’esternalizzazione dei lavoratori Telepost da parte di Telecom Italia.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 03-10-2009]   logo-zeusnews.jpg

Dopo aver perso la sentenza di primo grado, Telecom Italia ha perso anche l’appello ed è stata condannata a pagare ingenti spese legali per il caso dei lavoratori Telepost.

Si tratta di 23 dipendenti della sede di Milano, lavoratori che gestiscono la posta all’interno di Telecom, esternalizzati alcuni anni fa per essere ceduti a Telepost, una società costituita da Pirelli, Comdata e Tnt.

Per i giudici la cessione non è legittima; i lavoratori sono dipendenti Telecom a tutti gli effetti. Telecom Italia ha già fatto sapere che intende ricorrere in Cassazione contro la sentenza.

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=11079&numero=999

ANNO ZERO: DIFFONDI GLI SPOT

Venerdì 11 Settembre 2009

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 ANNOZERO: SPOT SCALANO CLASSIFICHE YOUTUBE

Gli spot di Annozero scalano la classifica dei piu’ visti di Youtube: con 41.379 visualizzazioni in circa 24 ore risultano al top dei video nella categoria intrattenimento. Secondi invece in Italia dietro Beppe Grillo e sessantottesimi in classifica globale, con piu’ di 70 mila visualizzazioni. Gli spot di Annozero (la nuova stagione e’ in programmazione dal 24 settembre), ancora non vengono mandati in onda dalle reti Rai. Per questa ragione, Michele Santoro si e’ rivolto direttamente alla Rete lanciando un appello.

Pervenuta in Redazione:

 Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il …pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Qui trovate i nostri spot

Su Youtube:

Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE

Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito

http://www.annozero.rai.it/

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Telecom Italia licenzia per un’email [ZeusNews del 3.9.09]

Giovedì 3 Settembre 2009

Un impiegato è stato licenziato per aver inviato una mail ai colleghi in cui consigliava loro di richiedere il proprio fascicolo personale.

 [ZEUS News - www.zeusnews.com - 03-09-2009]   logo-zeusnews.jpg

 E’ successo in piena estate, come spesso accade in Telecom Italia. G.M., un impiegato della direzione generale dell’azienda, settore Rete, con qualifica di quadro, ha inviato un’email a un gruppo ristretto di colleghi.

Nella mail era allegato un comunicato sindacale dell’UGL-Comunicazioni che, come quello di altre organizzazioni sindacali, criticava duramente il sistema interno di valutazione, recentemente riformato dal nuovo capo del personale, prevedendo delle quote fisse (rigidamente predeterminate) di dipendenti che devono risultare “non corrispondenti alle attese”.

G.M. chiosava il comunicato dicendo che questo tipo di nuova valutazione potrebbe rischiare di creare delle sacche di soggetti che poi potrebbero essere licenziati nel quadro del taglio degli organici, circa 4.000 unità entro il 2011, che Telecom Italia aveva annunciato di voler attuare, ricorrendo già da settembre all’utilizzo di ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà.

Per questo il lavoratore invitava i suoi colleghi a richiedere il proprio fascicolo personale, che contiene valutazioni positive e negative accumulatesi negli anni, da parte dei superiori, come è stato previsto da un’apposita delibera (che riguarda tutti i lavoratori, non solo Telecom) del Garante della privacy.

Nel caso in cui la direzione di Telecom Italia avesse opposto un rifiuto, si invitavano i destinatari della lettera ad adire, anche aggregandosi, le vie legali.

L’email è stata letta anche da qualcuno che ha voluto portarla a conoscenza della direzione Telecom Italia che ha inviato una lettera a G.M. sospendendolo immediatamente dal servizio e contestandogli di aver inviato, in orario di lavoro, da un Pc dell’azienda, utilizzando la posta elettronica aziendale una lettera che sollecitava un’iniziativa collettiva: questo sarebbe in contrasto con la policy aziendale Telecom che proibisce l’uso della mail aziendale per promovuore campagne politiche o sociali, petizioni e cose del genere.

Inoltre, con questa mail il dipendente avrebbe sobillato i colleghi ad assumere iniziative collettive contro l’azienda, anche se, in realtà, aveva solo ricordato la possibilità di esercitare un diritto previsto, codificato e legale e solo in caso di violazione a utilizzare la via giudiziaria, comunque legale e non violenta. Ad aggravante del tutto, secondo Telecom Italia, ci sarebbe la mancanza di fiducia nel management aziendale e il fatto che il lavoratore in questione ricopra la qualifica di quadro.

Telecom Italia, trascorsi i 10 giorni di prammatica dalle giustificazioni presentate dal dipendente, lo ha convocato e lo ha licenziato. L’ex dipendente è ricorso alla magistratura contro questo provvedimento, certamente discutibile in merito alla libertà di espressione sui luoghi di lavoro, che rischia di essere un pericoloso precedente.

 Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus

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«Siamo all’attacco finale: sostituire l’informazione con la propaganda» [liberazione]

Lunedì 31 Agosto 2009

E’ un disegno lucido, che Berlusconi covava da tempo e che al di là delle forme in cui si è manifestato adesso corrisponde al progetto di costruzione a tappe forzate di una repubblica presidenziale a “reti unificate”

Sandro Podda

«Se non ora, quando?». E’ tempo di scendere in piazza con un blocco sociale il più ampio possibile per Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21 che in questi giorni ha lanciato il suo appello per la libertà di stampa, dopo l’affondo del premier a La Repubblica. Per Giulietti non si tratta di semplice nervosismo e di reazione scomposta di un Berlusconi in difficoltà, ma l’attacco finale con cui il premier vuole chiudere tutti gli spazi di dissenso e sostituire integralmente l’informazione con la propaganda. Un attacco che riguarda milioni di italiani e che chiede una risposta di massa. […]

 giulietti.jpg Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21

Leggi l’articolo di Liberazione: siamo-allattacco-finale.pdf

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Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Sabato 22 Agosto 2009

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Nella calura agostana e nell’assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.

Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all’esercito crescente dei senza lavoro italiani.

Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall’anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all’asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.

Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l’unico paese che ha fatto la scelta dell’integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d’Europa).
VAI ALL’ARTICOLO DE “IL MERCANTE DI VENEZIA.ORG”
 citato in: assemblealavoratori@yahoogroups.com
oppure scarica pdf del VF : il-piu-grande-licenziamento-della-storia.pdf

C’era bisogno dei contratti di solidarietà in Telecom? [ZeusNews]

Venerdì 7 Agosto 2009

Telecom Italia sigla un accordo con Cgil, Cisl e Uil sui contratti di solidarietà per il 1254, duramente contestato da Snater, Ugl e Cub.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 27-07-2009] -  http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=10722   logo-zeusnews.jpg

Telecom Italia ha distribuito 1,5 miliardi di utili in primavera, ha erogato in due anni 70 milioni di euro ai suoi manager e quadri di premi e bonus, una quarantina di milioni di euro di liquidazione agli ex manager della gestione Tronchetti, ha incassato 300 milioni di euro in più di canone all’anno, ha tagliato investimenti, vende in Italia e all’estero pezzi importanti del gruppo, ha incassato due miliardi di euro di bond sul mercato finanziario internazionale.

Un’azienda del genere ha bisogno di utilizzare ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà? Ne ha diritto? Si tratta di un “finanziamento dello Stato agli azionisti” e l’azienda “privatizza i profitti e socializza le perdite”? Questa è la posizione i sindacati di base della Telecom FlmUniti e Cub-Cobas e lo Snater, in compagnia dell’Ugl.

Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto l’accordo che prevede l’applicazione per due anni del contratto di solidarietà a 1.050 dipendenti della “Directory Assistance” di Telecom Italia, senza mettere per iscritto nessun impegno aziendale per la riqualificazione e la ricollocazione professionale di questi lavoratori che, pur godendo di un buon sostegno da parte dell’Inps, perderanno mediamente 4.000 euro all’anno rispetto agli altri 55.000 loro colleghi in Telecom. Ce n’era davvero bisogno?

Sono tutte domande che in questo scorcio d’estate arroventeranno il clima interno a Telecom, anche se dirigenti sindacali Cgil, Cisl e Uil - oltre che lo stesso Bernabè - sono quasi unanimi nel definirlo un buon accordo; e anche il ministro Sacconi che lo ha favorito fortemente.

La risposta è che, fin dall’inizio, il sindacato confederale non ha attaccato frontalmente ma praticamente ha fatto suo, senza riserve, l’assunto di Telecom Italia che si tratterebbe di “personale poco scolarizzato, ammalato, con troppi carichi familiari”.

Lo strumento dei contratti di solidarietà, poco usato fino all’odierna crisi, non ha mai visto opporsi lavoratori in cause legali; ma probabilmente gruppi di lavoratori potrebbero far causa a Telecom Italia per discriminazione.

Rimane comunque il fulcro dell’operazione, che Bernabè ha voluto riconfermare, il dimagrimento degli organici con ulteriori 4.000 fuoriuscite che Telecom Italia vuole realizzare nel prossimo biennio.