«Mobbing spinto e perdita di identità dietro ai suicidi di France Telecom»
Mercoledì 16 Settembre 2009
Le testimonianze raccolte fra i lavoratori evidenziano un senso di insicurezza e un posto di lavoro irriconoscibile
ROMA (12 settembre) - Mobilità interna, esuberi, declassamento di ruolo, sovraccarico di lavoro e perdita di senso: questa è la miscela esplosiva che dal febbraio 2008 ha travolto i dipendenti di France Telecom, colosso francese delle telecomunicazioni. 

L’ultimo caso dei trentatrè tentativi di suicidio è quello di una impiegata trentaduenne, che durante una riunione sulla riorganizzazione del servizio di assistenza alla clientela, dove era addetta, si è lanciata dal quarto piano dell’edificio del gruppo e ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale parigino Beaujon.
Ventitrè suicidi sul lavoro su 100.000 dipendenti, gli ultimi sei quest’estate. Due solo nell’ultima settimana: mercoledì scorso un tecnico di Troyes si è piantato un coltello nell’addome durante una riunione nella quale aveva appreso che il suo posto di lavoro sarebbe saltato. L’11 agosto scorso un giovane tecnico di 28 si era ucciso lasciando una lettera in cui raccontava il suo disagio e la sua «collera» nei confronti dell’azienda e dei colleghi «che non rispondono quando c’è bisogno di loro» e che lo avevano relegato ad una mansione che considerava «squalificante».
Dalla metà di luglio a oggi sono stati già sei i tentativi di suicidio. Il 14 luglio a Marsiglia un dipendente si è ucciso lanciando questo pesante atto di accusa: «Mi tolgo la vita a causa del mio lavoro a France Telecom. È l’unica ragione. La totale disorganizzazione dell’impresa, gestita incutendo il terrore nei dipendenti, mi ha stravolto. Sono diventato un relitto, un naufrago. E’ meglio finirla qui».
«I lavoratori non sanno più dove sono, centrifugati dai continui cambiamenti di mansioni e dall’ambiente di lavoro irriconoscibile. Il credo del management è quello di scuotere l’azienda come fosse un albero di cocco, per superare un supposto immobilismo. Si lavora in una condizione di allarme e di concorrenza interna sfrenata, che svuota di senso la propria funzione».
«Dieci anni fa ero fiera del mio posto a France Telecom,- racconta Olivia J. - il lavoro era stimolante ed ero contenta. Dopo è cambiato tutto. L’azienda si è disumanizzata, ormai siamo solo cifre. L’unica cosa che conta è quante vendite si riescono a portare a termine alla fine della giornata. Lo stress è permanente e gli smottamenti sono incessanti: sono alla sesta mansione. Ogni volta ci viene chiesto di ricominciare da zero e vendere sempre di più. La maggior parte dei miei colleghi va avanti ad antidepressivi. Quando sarà il mio turno di scoppiare?»
Il ministro francese dell’Economia, Christine Lagarde, ha esortato oggi la societa’ France Telecom a prendere misure contro l’ondata di suicidi fra i suoi dipendenti, costata la vita a 23 persone negli ultimi 18 mesi. “Serve un forte messaggio a tutti gli impiegati da parte dei vertici”, ha detto la Lagarde alla rete televisiva France 3, esortando la direzione dell’azienda a stabilire se l’ondata di suicidi sia dovuta alla ristrutturazione del personale in corso.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=72983&sez=HOME_NELMONDO
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/183701
http://notizie.tiscali.it/feeds/09/09/10/t_02_20090910_000024.html?est
http://www.google.it/search?hl=it&q=suicidi+france+telecom+ristrutturazioni&as_qdr=m&meta=



