Vicenza - NO Dal Molin
Giovedì 2 Luglio 2009vogliamo essere indipendenti nel costruire il futuro del nostro territorio …
Fonte: www.assemblealavoratori.it - assemblealavoratori@yahoogroups.com
Fonte: www.assemblealavoratori.it - assemblealavoratori@yahoogroups.com
Firma l’appello di Repubblica
I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.
http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html
Ecco cosa dice l’emendamento al ddl
[…] Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz’Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova. Ora non è più il fiume che va al mare, ma il mare che entra nel fiume. […] Io so e ho le prove. Le ditte d’estrazione vengono autorizzate a sottrarre quantità minime, e in realtà mordono e divorano intere montagne. Montagne e colline sbriciolate ed impastate nel cemento finiscono ovunque. Da Tenerife a Sassuolo …
Roberto Saviano – “Gomorra” Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra. 2006 Milano - Mondadori editore - pag. 236
Siamo esterrefatti dal totale silenzio con cui sta passando la decisione del Ministro dellInterno di non permettere al Paese di unire il voto per il referendum al voto per le europee e le amministrative del 7 Giugno.
Si ricorda che il referendum per cui voteremo a Giugno
Avremmo dovuto votare già nel 2008 per questo referendum, ma poi la caduta del governo Prodi e le successive elezioni costrinsero a posticipare la data di un anno per ragioni legali.
Ora, finalmente, è venuto il momento di liberarci della porcata.
Ma ovviamente cercano in ogni modo di mettere i bastoni fra le ruote.
Si sottolineano qui alcuni semplici dati.
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Costo del referendum se accorpato alle elezioni Europee7 Giugno |
115 milioni |
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Costo del referendum se fatto da solo 14 Giugno |
515 miloni |
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Costo del referendum se accorpato al ballottaggio amministrativo 21 Giugno |
428 milioni |
(Dati www.lavoce.info)
Se il referendum viene votato il 7 Giugno risparmiamo 400 milioni di euro. 1. Quali motivi sono tanto importanti da indurre il Ministro dellInterno, in un momento di gravissima difficoltà economica per lItalia, a posticipare il referendum al 14 Giugno, facendo spendere a noi contribuenti oltre 400 milioni di euro in piùrispetto al necessario? 2. Quali sono le ragioni logiche per le quali io, cittadino, debbo essere chiamatoper tre settimane consecutive a esercitare il mio diritto e dovere di voto?
Ecco la risposta a entrambe le domande:
Perché, se il referendum viene accorpato alle elezioni del 7 Giugno, potrebbe essere più probabile raggiungere il quorum del 51% e quindi la sua validità.
Ecco quanto siamo caduti in basso:
Vogliono convincerci che dare maggiori possibilità al referendum di raggiungere la validità sia una scelta contraria alla democrazia!
Possiamo ancora impedire questo scempio di denaro pubblico e questo insulto allintelligenza di noi cittadini: questo argomento è bandito dai mezzi di informazione, ma noi possiamo sfruttare il Web per informare le persone su ciò che sta accadendo sopra le nostre teste.
Il Ministro Maroni dovrà ascoltarci!
Parlatene con tutti quelli che conoscete, mandate una mail a tutta la vostra rubrica, mettetelo sul vostro status di Facebook, di MSN, di Twitter, di MySpace per far arrivare ovunque questo messaggio:
RESPINGERE LA PROPOSTA DI LEGGE N. 1360/2008
ISTITUZIONE DELL’ORDINE DEL TRICOLORE E ADEGUAMENTO DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI DI GUERRA
PETIZIONE POPOLARE
[…] La proposta di legge n. 1360/2008, che propone l’istituzione di un “Ordine del Tricolore”
presieduto dal Presidente della Repubblica, nasce da un’ottica negazionista dell’evidenza della
storia. Essa infatti
- equipara i miliziani della Repubblica Sociale ai partigiani che durante la Resistenza
combatterono contro il fascismo e il nazismo, assegnando loro indistintamente il titolo
di “cavaliere”;
- mira al riconoscimento di onore, già respinto da numerosi Decreti Luogotenenziali dello
Stato italiano fin dal 1944-’45, ai miliziani di Salò;
- sostiene, nel prologo, che tra il 1943 e il 1945 in Italia si scontrarono due distinti eserciti
di “pari dignità”: uno formato da coloro che “ritennero onorevole la scelta a difesa del
regime, ferito e languente”, e un altro formato da quanti, rimasti fedeli al loro
giuramento al Governo Italiano, “maturati dalla tragedia in atto o culturalmente
consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono dalla parte avversa,
‘liberatrice’”;
- mette sullo stesso piano, confondendoli, i valori di libertà, giustizia e democrazia per cui
combatterono i partigiani e le potenze alleate, con gli obiettivi perseguiti dai
totalitarismi fascista e nazista, i quali intendevano costruire un “Nuovo Ordine
Europeo” fondato sulla supremazia ‘razziale’, sulla discriminazione e la riduzione in
schiavitù dei popoli ritenuti inferiori e sullo sterminio di intere comunità;
- offende i familiari delle vittime del fascismo, che rischiano di vedere assegnato ai loro
congiunti lo stesso riconoscimento dato a coloro che li hanno torturati e uccisi;
- discredita gli organismi che da anni si impegnano nella ricerca storica per mantenere
viva la memoria e accrescere la coscienza di quel passato;
- nega dignità a quanti hanno combattuto affinché in Italia prevalesse la democrazia
contro chi insanguinava preordinatamente e sistematicamente il Paese;
- lede i principi ideali fondamentali e i valori umani e politici su cui si fonda la Repubblica
Italiana nata dal ripudio del fascismo. […]
appello-testamento-biologico.pdf
http://apps.facebook.com/causes/132049
Rispettiamo l’Articolo 32 della Costituzione
Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull’onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell’orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.
Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.
Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.
Dopo 25 anni l’acqua di Parigi torna pubblica. Una settimana fa lo ha deciso il Comune che ha votato per la ripubblicizzazione del servizio togliendo l’incarico alla Veolia e alla Suez, le due più grandi multinazionali dell’acqua.
Con la municipalizzazione il comune parigino risparmierà circa 30 milioni di euro l’anno.
Roma, 7 novembre 2008