
HP DCS (Hewlett Packard Distributed Computing Services S.r.l.) è un’azienda formatasi nel 2003, con la cessione di un ramo di Telecom Italia che radunava circa 600 lavoratori provenienti dall’Office Automation di Telecom Italia.
L’organico nel corso degli anni, così come consuetudine nelle esternalizzate da Telecom, è andato via via spolpandosi (leggi licenziamenti art. 4 e 24 L.223/91) propiziato anche dalla riduzione delle commesse che scattavano secondo tempi contrattuali prefissati (benchmark) con decurtazioni del 25% ca. rispetto all’importo originario.
Forse non è un caso che la congiuntura economica in atto ed il ricco plafond stanziato dal Governo anche per i cassaintegrati o per i licenziati, abbia fornito spunto al management per traguardare in modo diverso una situazione probabilmente risolvibile con alternative più consone ad una parente (considerata molto vicina o piuttosto lontana a seconda dei casi) di una grande ed affidabile azienda di caratura internazionale, la Hewlett Packard.
Nella primavera del 2003, durante le prime fasi della cessione, quando era necessario raccogliere consensi per tranquillizzare lavoratori, mass-media e numi tutelari (ma dubito che quest’ultimi fossero preoccupati), HP DCS era spacciata come una parente molto vicina alla casa madre: quasi un fecondo “incesto” societario.
Da alcuni anni invece si fanno le debite distinzioni. E quell’HP internazionale affidabile e ricca, prende le distanze dalle sorti di quella che diviene ora una lontana parente, quasi una “trovatella” che, ahimé, possiede la sola dignità di poter mantenere il nomen gentilizio (HP). Tuttavia un’acronima estensione (DCS) la discosta notevolmente dalla Gens originaria e un “rischio limitato” in coda, la scaccia dalla genealogia.
Ma va tutto bene Madama la Marchesa, nel contesto delle cessioni di ramo d’azienda volute da Telecom, si applicano gli stessi criteri di “identificazione parentale” e le stesse cronologie di svilimento societario.
Un po’ rassicura il fatto che, in HP DCS, così come in tutte le cause avviate dai lavoratori esternalizzati da Telecom (tranne Targa Fleet Management), esista una schiacciante supremazia per numero di vittorie in primo grado di giudizio.
Ma c’è di più! 32 lavoratori HP DCS di Roma, a seguito di un decreto ingiuntivo conseguente alla vittoria, percepiscono la retribuzione anche da Telecom Italia (oltre che da HP DCS), che è costretta dal giudice al pagamento delle somme richieste fino ad una eventuale riforma della sentenza.
Quindi, nel complesso, la stragrande maggioranza dei giudici della Repubblica, ha riconosciuto impropria questa cessione. HP DCS non solo non è la “trovatella” di turno ma, non ha nulla da spartire con la casa madre che l’ha adottata per interesse economico. Tutt’al più sono i lavoratori ed essere stati “esposti” da una “madre sconsiderata”.
