RICATTO INFAME
Venerdì 9 Luglio 2010Solo in questo modo riusciamo a definire l’operazione orchestrata dai vertici di Telecom Italia ai danni dei colleghi dell’Information Tecnology. Certo, i sistemi non sono brutali come quelli messi in campo nei “sequestri di persona” dall’anonima calabrese tanto in voga negli anni ‘70-’80, sullo sfondo non ci sono i boschi della Sila, né si usano catene per trattenere gli “ospiti”. Ma il metodo di fondo è lo stesso: ingenerare paura per convincere qualcuno ad accettare uno scambio non richiesto: ieri era la liberta e la vita in cambio di vil denaro, ora è il posto di lavoro in cambio sempre del vil denaro.
Prima il “sequestro” di oltre 2000 lavoratori, tramite cessione di ramo, “rinchiusi” nella già decotta azienda del gruppo, SSC srl. Poi la presentazione di un fantomatico piano per SSC nel quale viene formalizzata la minaccia di 646 licenziamenti e, infine, la “proposta” di riscatto per i primi 100 che, se non vorranno correre il rischio di perdere TUTTO il reddito fino ad oggi percepito, dovranno accettare di dimettersi da SSC, con la rinuncia tombale a fare qualsiasi causa a Telecom Italia, per essere riassunti in Telecom Italia, a un paio di livelli più in basso e con un taglio consistente della retribuzione annua. […]
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