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TELEPOST - LAVORATORE SCARICA FILES PORNO SU PC AZIENDALE: LICENZIATO! IL GARANTE PRIVACY INVECE ACCOGLIE IL SUO RICORSO!

Martedì 24 Agosto 2010

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Immagine estranea al provvedimento sottocitato, inserita dalla Redazione 

Garante per la protezione dei dati personali

Provvedimento 10.06.10, n.1736780

Garante Privacy: sul regime dei controlli dei file porno scaricati dal lavoratore sul pc aziendale

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;VISTO il ricorso pervenuto al Garante il 5 marzo 2010, presentato da XY nei confronti di Telepost S.p.A., con il quale il ricorrente, dopo aver ricevuto una contestazione disciplinare cui ha fatto seguito il licenziamento senza preavviso anche a causa di una verifica effettuata sul disco fisso del computer datogli in dotazione dall’azienda e dalla quale è emersa la presenza, nello stesso, di numerosi files contenenti “materiale pornografico”, ha ribadito la richiesta, già avanzata ai sensi dell’art. 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196), volta ad opporsi all’ulteriore trattamento dei dati personali, anche sensibili, che lo riguardano e a chiederne la cancellazione; ad avviso del ricorrente, gli stessi sarebbero stati illecitamente acquisiti dal datore di lavoro accedendo indebitamente al computer datogli in uso, “in sua assenza e alla presenza di un terzo esterno all’azienda”; ciò, in violazione dei principi di pertinenza e non eccedenza, sottoponendo a verifica il pc aziendale e “portando via fisicamente l’hard disk” al fine di effettuare “un esame tecnico specialistico approfondito dell’apparecchiatura che consenta di individuare tutto il reale contenuto non ancora verificato”; rilevato che, ad avviso del ricorrente, il trattamento dei predetti dati sarebbe avvenuto in violazione dei principi di liceità e correttezza, tenuto anche conto che “la normativa per l’utilizzo dei servizi informatici aziendali è stata inviata per e-mail dal direttore della società il giorno 13.1.2010, appena 24 ore solari prima del controllo individuale (…)” e che, nella stessa, “si esplicitano solo controlli difensivi aziendali relativi ad accessi, indirizzi/siti internet visitati, e-mail in entrata/uscita, non includendo tra essi, quindi, i controlli su file giacenti nel disco fisso (…)”; rilevato che il ricorrente ha chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese del procedimento; …

LEGGI IL PROVVEDIMENTO INTEGRALE SUL SITO:

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MILANO: RITARDO ASSURDO PRESSO LA SEDE TELECOM P.zza EINAUDI - E’ SCIOPERO IN TELEPOST

Martedì 6 Luglio 2010

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A distanza di oltre quattro mesi dalla sostituzione del lavoratore TNT addetto alla  distribuzione della corrispondenza ai piani, presso  la  sede Telecom Italia di Milano P.zza  Einaudi, con l’utilizzo temporaneo di un lavoratore del presidio Telepost di Milano, a tutt’oggi, per motivi a noi sconosciuti, non si è ancora provveduto alla soluzione del problema.

Tale ritardo, oltre a rendere l’operatività del presidio inidonea a garantire un adeguato  livello di servizio a Telecom Italia, pone la sede di Milano in seria difficoltà, aggiungendosi alla cronica carenza di personale e impattando negativamente sull’ organizzazione del lavoro in termini di carichi di lavoro e di congruità di mansioni svolte dai lavoratori.

A fronte di tale situazione, le RSU del presidio di Milano – nel sollecitare l’azienda e chi di dovere ad una rapida rimozione di ogni ostacolo circa la sostituzione del lavoratore attualmente incaricato del servizio ai piani - proclamano un pacchetto di

8 ORE DI SCIOPERO

le cui modalità di attuazione saranno comunicate a breve.

RSU Telepost

MI 6 Lug 10 

TELEPOST - IL LUPO PERDE IL PELO … Ancora non bastano i 14 licenziamenti in tronco (pari al 6% dell’organico)?

Lunedì 18 Gennaio 2010

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Il 14 gennaio c.a., il direttore Dr Epis, ha effettuato un vero e proprio blitz, degno della migliore/peggiore polizia segreta, giungendo inaspettato nel presidio di Palermo, ha ispezionato il contenuto della memoria del pc di un ignaro collega assente, restando chiuso per ore nella sua stanza, chiamando poi in ausilio un tecnico della società HP, ed alla fine della giornata, portandosi il pc stesso in una sede non precisata.

Non volendo entrare – per ora – nei dettagli della prevaricazione/persecuzione, gli RSU di Palermo protestano per la violenza e la gravità dell’azione effettuata in spregio alle elementari norme di trasparenza, correttezza e legalità, ravvisando estremi che saranno fatti valere al momento opportuno nelle sedi competenti, non conoscendo allo stato attuale le conseguenze di questa azione aziendale.

 

Telepost dimostra ancora con fatti di non avere cambiato la propria natura e politica, infatti, a fronte di:

   continui avvicendamenti societari, (in 5 anni sono cambiati 3 Amministratori delegati e 2 direttori centrali per non parlare dei capi presidio dei vari territori)

  cronica mancanza di un serio piano industriale;

   mancanta  riqualificazione e formazione seria del personale;

   consulenze esterne pagate profumatamente di “motivatori” terminate da un giorno all’altro senza nessuna spiegazione;

  proposte di revisione dei meccanismi di calcolo del premio di produttività a svantaggio dei lavoratori;

  commesse irrisorie  in perdita con altri Clienti, procurate peraltro, come in Sicilia, dalle stesse risorse del territorio,

l’Azienda dimostra di perseguire solo una politica atta a diffondere tensione, ansia, ed angoscie nel personale, non potendo né  volendo costruire nulla di positivo.

Gli RSU continueranno a vigilare ed informare sull’accaduto, adottando ogni mezzo in loro potere per la difesa di quanto previsto dalla normativa e dalle Legge vigenti.

 

RSU PALERMO, 18-01-2010 

LA PIU’ GRANDE VITTORIA DEGLI ESTERNALIZZATI CONTRO TELECOM. VINCONO I LAVORATORI DI TELEPOST, MPF, TNT LOG., TARGA FLEET MANAGEMENT

Giovedì 5 Novembre 2009

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riportiamo dal sito: www.esternalizzati.it

LA CORTE DI APPELLO DI VENEZIA CONFERMA LE SENTENZE DI PRIMO GRADO. RIBALTA LA SENTENZA DEL COLLEGA DI TARGA FLEET MANAGEMENT CHE AVEVA PERSO IN 1°

Il 3 novembre 2009 sarà sicuramente una data da ricordare per gli esternalizzati, ma sicuramente anche Telecom Italia spa la ricorderà per la grandiosa batosta subita.

Mai prima d’ora era successo che nel secondo grado di giudizio (appello), venissero riconfermate le vittorie della maggior parte dei lavoratori Telecom impropriamente collocati negli outsourcer formatisi poco prima delle cessioni non vere di Telecom. Nell’ambito veneto, i colleghi coattamente traslati in TNT Log. (CEVA) - 2003, in Telepost (2004), in MP Facility (2004), tutti in un sol colpo hanno avuto la riconferma, dalla commissione di giudici della Corte di Appello di Venezia, di essere nel giusto. E nel contempo, hanno avuto dimostrazione che la strada intrapresa, nel corso di questi ultimi sette lunghi anni di lotte individuali, di apprensioni e, perché no, di soddisfazioni, era l’unica strada da seguire.

A nulla sono serviti i depistaggi degli antagonisti ed i tentativi recidivi di ricatto, volti a ricondurre i lavoratori entro schemi di controllo prestabiliti!

A vincere ancora, sono i lavoratori che hanno saputo pensare con la propria testa. Che non hanno voluto accettare i falsi consigli dei “numi tutelari” acquisiti per default e purtroppo deputati a decidere grossolanamente e malamente del futuro di tutti i lavoratori coinvolti nelle cessioni di ramo d’azienda.

C’è inoltre una grande novità! Per la prima volta, un lavoratore di Targa Fleet Management (2002, ex motorizzazione di Telecom) vince in secondo grado, riformando così la prima sentenza negativa per il lavoratore.

Nessuno di quest’ultima azienda, prima d’ora, aveva potuto apprezzare il dolce sapore di una vittoria nonostante i tre gradi di giudizio, tutti a favore dell’azienda. Ma anche qui le cose sembrano cambiare. Si è aperto uno spiraglio che sprona e incoraggia coloro che si trovano ancora nella condizione di poter lottare.

Questa raffica di sentenze di secondo grado possiede una valenza positiva per tutti i contenziosi in iter, un precedente autorevole quindi non trascurabile. Gli avvocati d’Italia che difendono gli esternalizzati sono già entrati in possesso dei dispositivi, così come questi verranno forniti a tutti i lavoratori con procedimenti imminenti.

VITTORIA IN PRIMO GRADO DI UN LAVORATORE DI BOLZANO CONTRO TELECOM

Lunedì 26 Ottobre 2009

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riportiamo dal sito www.esternalizzati.it

“Oggi, un lavoratore Telecom (A.B.) di Bolzano “trasferito” in Telepost nel marzo 2004, attraverso una cessione di ramo d’azienza nulla, ha vinto in primo grado a Milano, contro Telecom Italia S.p.A.

La scelta di privilegiare questa città, piuttosto che Bolzano, è stata effettuata perché, nel capoluogo Lombardo, si trovano le sedi legali sia di Telecom che di Telepost (controparti).

A difendere gli interessi del sig. A.B., è intervenuto lo studio dell’avv. Rota (Via Passione, 6 MI), con la stessa équipe che, neanche un mese fa, ha portato alla vittoria in 2° di giudizio (Appello) n. 23 lavoratori Telecom (anch’essi “distaccati” in Telepost di Milano per effetto della succitata ed impropria cessione di ramo).

Al “teutonico cavaliere solitario” va tutto il nostro affetto e le nostre congratulazioni!” 

ESTERNALIZZAZIONI IMPROPRIE: VITTORIA IN 1° DI UNA LAVORATRICE COLLOCATA IN TELEPOST DA TIM, PIU’ DI 5 ANNI FA!

Lunedì 26 Ottobre 2009

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Ancora una volta, una rappresentante del gentil sesso ha “osato” sfidare, da sola, una delle più ricche e potenti aziende italiane … vincendo! E’ successo qualche giorno fa, presso il Tribunale di Napoli, quando una lavoratrice spostata a forza in Telepost (azienda che cura la gestione della corrispondenza di Telecom) ancora nel 2004 attraverso una presunta cessione di ramo d’azienda, ha avuto la soddisfazione di trovare riscontro alle sue convinzioni.

E’ stato un percorso lungo, iniziato prima in TIM poi in EMSA, infine (ma non ultimo) nell’outsourcer. Tuttavia la questione non finisce qua, la strada verso l’“affrancamento” dall’ingiustizia deve proseguire per gradi … anche di giudizio.

Vinta la prima battaglia, a guidare la collega nel proseguo del contenzioso, sarà semplicemente ciò che accomuna tutti coloro che non hanno accettato passivamente l’obbrobrio delle cessioni non vere di Telecom:

* La convinzione di agire nel giusto, attraverso l’unica via che può tutelare i lavoratori: la Magistratura (le altre vie sono fittizie o ingannevoli)

* La prerogativa di aver subito compreso chi ha voluto e continua prendere in giro gli esternalizzati.

* La memoria ancora viva del “calcio” ricevuto da Telecom/TIM e la conseguente necessità di rivalsa.

 

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TELEPOST: Trattativa per II° livello di contrattazione

Venerdì 16 Ottobre 2009

Il giorno 6 ottobre 2009 presso la sede UIR di Roma si sono incontrate con l’azienda Telepost le segreterie nazionali di SLC CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, unitamente alle RSU per la trattativa relativa al  II° livello di contrattazione aziendale.

In apertura, la UIR ha dichiarato che a suo parere tutta la suddetta materia non può essere al momento oggetto di contrattazione considerando la regola della “non sovrapponibilità dei cicli negoziali (I e II livello)” , visto che è ancora aperto il tavolo nazionale per il rinnovo del  CCNL delle Telecomunicazioni (I livello).

In risposta le OO.SS. hanno ricordato come la piattaforma di II livello sia stata già a suo tempo presentata a Telepost nei modi e nei tempi previsti e che , solo dietro specifica richiesta aziendale fatta in sede UIR, ne sia stata posticipata la discussione ad oggi.

Da parte aziendale si è rilevata la disponibilità a voler dare corso da subito alla trattativa, almeno sulle parti non direttamente collegate a punti oggetto di rinnovo del  CCNL (es. ticket,  premio di risultato).

Preso atto di ciò, e della volontà espressa dalle OO.SS. affinché l’azienda ricerchi quelle soluzioni che salvaguardino le giuste aspettative dei lavoratori di Telepost, si è convenuto di aggiornare l’incontro al giorno 22 ottobre p.v. con conferma,  fino ad esito di tale confronto , della sospensione dello sciopero a suo tempo indetto dalle RSU.

Le Segreterie nazionali

SLC-CGIL           FISTel-CISL           UILCOM-UIL

leggi comunicato:  telepost-comunicato-14-10-09.doc

Illegale l’esternalizzazione Telepost [ZeusNews]

Mercoledì 7 Ottobre 2009

Anche i giudici di appello di Milano hanno giudicato illegittima l’esternalizzazione dei lavoratori Telepost da parte di Telecom Italia.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 03-10-2009]   logo-zeusnews.jpg

Dopo aver perso la sentenza di primo grado, Telecom Italia ha perso anche l’appello ed è stata condannata a pagare ingenti spese legali per il caso dei lavoratori Telepost.

Si tratta di 23 dipendenti della sede di Milano, lavoratori che gestiscono la posta all’interno di Telecom, esternalizzati alcuni anni fa per essere ceduti a Telepost, una società costituita da Pirelli, Comdata e Tnt.

Per i giudici la cessione non è legittima; i lavoratori sono dipendenti Telecom a tutti gli effetti. Telecom Italia ha già fatto sapere che intende ricorrere in Cassazione contro la sentenza.

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=11079&numero=999

ESTERNALIZZAZIONE TELEPOST: TELECOM ITALIA SCONFITTA ANCHE IN APPELLO

Giovedì 1 Ottobre 2009

I lavoratori della Telepost di Milano, esternalizzati da Telecom Italia nel lontano marzo 2004, assistiti dagli avvocati Monica Rota e Davide Bonsignorio, hanno visto oggi riconfermata presso la Corte di Appello di Milano, la sentenza di primo grado – a loro favorevole – del 1 ott 2007.

L’ulteriore sentenza, arriva dopo anni di lotta per il riconoscimento dei diritti violati e calpestati e ad oggi non del tutto riconquistati, di licenziamenti e demansionamenti.

Sull’ultimo punto, ad ulteriore dimostrazione dell’errato dimensionamento del “ramo d’azienda”, anche in ordine al mix professionale, e’ stata emessa (in data 11 set u.s.) dal Tribunale di Milano, una sentenza che condanna Telepost, oltre al risarcimento economico, al reintegro nelle mansioni congrue al livello inquadramentale di appartenenza di una lavoratrice della sede di Milano, assistita dall’avvocato Monica Rota.

Il fatto segnala un punto di partenza per analoghe iniziative da parte di altri lavoratori.

Con riferimento a quanto sopra, i lavoratori della sede di Milano, auspicano che l’importante risultato raggiunto, ponga fattive basi di riconsiderazione – da parte di Telecom Italia – nei confronti di un operazione avviata da oltre cinque anni, che oltre a non reggere sul piano giuridico, si e’ rivelata inconsistente anche sul piano industriale.

RSU Telepost MI

29 set 09

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TELEPOST: REVOCATO LO SCIOPERO DEL 25/9 [Com. RSU]

Giovedì 24 Settembre 2009

COMUNICATO

TELEPOST:  REVOCATO LO SCIOPERO DEL 25/9 

Grazie alla determinazione ed alla lotta manifestata dai lavoratori Telepost,  l’azienda ha finalmente dato la disponibilita’ all’ apertura della trattativa per il II° livello di contrattazione.

Le RSU, prendendo atto della disponibilita’ aziendale, revocano quindi lo sciopero programmato, subordinando iniziative analoghe agli esiti dell’ incontro previsto per il 6 ott p.v..

RSU Telepost

23 set 09